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Studioso rivela: le Sette vare appartengono a Pizzo

Le affermazioni del napitino Rocco Greco non intendono aprire alcun contenzioso con l'Arciconfraternita del Rosario ma solo ristabilire la verità storica

<<Le statue che a Vibo si portano in processione il Venerdì Santo, (le cosiddette Sette vare), sono state sottratte a Pizzo>>. Ad esserne convinto è lo studioso napitino, Rocco Greco, il quale vorrebbe stabilire la verità, una volta per tutte, in merito ai suggestivi simulacri di proprietà dell’Arciconfraternita del Rosario che a Pasqua in processione si snodano per il capoluogo.

 Il suo non vuole essere un diritto a riscattare titoli e tantomeno le statue, quanto piuttosto la necessità di fare chiarezza. D’altronde non sarebbe l’unico a sostenerlo a Pizzo. <<Sembra una storia che ha dell’inverosimile – scrive sui social, al fine di ottenere riscontro, o a suffragare ulteriormente quella memoria storica che ancora continua a tramandarsi da generazioni ma l’ho sentito raccontare da più parti. Una leggenda che va avanti da tempi immemorabili e che è conosciuta sia dai pizzitani che dai vibonesi>>.

Rocco Greco

Greco, alla ricerca di conferme, ha ricevuto testimonianze che ne attesterebbero la veridicità. Al pari dell’altrettanto <<impegno categorico>> di portarle obbligatoriamente in processione, anche in condizioni meteorologiche estreme <<altresì se si scatenasse il diluvio universale>> o, riferisce <<pena la restituzione immediata delle statue alla città di Pizzo>>. Tuttavia, i dettagli su come, quando le statue siano arrivate a Vibo e perché ciò sia avvenuto rimangono avvolti nel mistero: <<Sembrerebbe perso nella notte dei tempi. Ma sarebbe molto interessante saperne di più>>. Fermo restando che <<qualora si venisse a scoprire qualcosa – mette così le mani avanti – chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. Nessuno reclama nulla>>.

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