I verdetti non sono ancora stati depositati, ma l’aria che si è respirata ieri nelle aule del Tar di Catanzaro è stata quella delle grandi occasioni, quelle capaci di incidere concretamente sugli equilibri politici della Regione. Davanti ai giudici amministrativi sono stati discussi, annota la Gazzetta del Sud stamane in edicola, una serie di ricorsi destinati a rimettere in discussione l’assegnazione dei seggi in Consiglio regionale, a partire dalle esclusioni maturate nella prima ripartizione dei posti.
I nomi in campo e la sfida ai risultati iniziali
A chiedere una revisione delle proclamazioni sono stati esponenti politici di primo piano. Tra loro la vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, difesa dall’avvocato Oreste Morcavallo, insieme ad ex consiglieri regionali come Francesco De Nisi e Michele Comito, oltre al rappresentante della Lega Franco Sarica. Tutti puntano a dimostrare che, alla luce delle norme elettorali, l’attribuzione dei seggi possa e debba essere corretta.
Il caso Occhiuto Presidente e il contenzioso interno
Tra le novità emerse in udienza anche il ricorso promosso da Salvatore Gateano, sempre assistito da Morcavallo, che contesta l’attuale graduatoria della lista “Occhiuto Presidente” nella circoscrizione centro. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento come terzo candidato più votato, superando Frank Santacroce, in una partita che potrebbe avere riflessi diretti sulla rappresentanza in Consiglio.
Legge elettorale sotto la lente dei giudici
Il nodo centrale resta l’interpretazione delle regole: dal calcolo dei voti utili al rispetto delle soglie di sbarramento, fino ai meccanismi di riparto dei seggi. È su questo terreno giuridico che si gioca una partita delicatissima, capace di riscrivere – anche solo in parte – l’assetto dell’assemblea regionale. Le decisioni del Tar sono attese a stretto giro. E quando arriveranno, potrebbero segnare non solo il destino politico dei ricorrenti, ma anche un precedente importante nella lettura della legge elettorale calabrese. Una giornata “calda”, dunque, che rischia di avere effetti ben oltre le aule del tribunale.


