A Messina la massoneria non vive giorni tranquilli. Una lunga denuncia depositata in Procura da due esponenti di primo piano apre uno squarcio su un conflitto che va ben oltre i rituali e le dinamiche associative. Al centro c’è una catena di presunti comportamenti ostili, campagne denigratorie e contestate interferenze nelle comunicazioni che avrebbe colpito chi, nelle logge, ha assunto posizioni critiche verso gli assetti interni.
I particolari vengono raccontati su Gazzetta del Sud in un articolo a firma di Nuccio Anselmo. Il protagonista principale è il notaio Silverio Magno, professionista noto e figura di rilievo del Grande Oriente d’Italia, indicato in alcune chat come “il Cavaliere Nero”, un soprannome che – secondo quanto riferito negli atti – sarebbe stato utilizzato in modo denigratorio. Magno e un altro “fratello” contestano a diversi affiliati, a vari livelli dell’organizzazione, una strategia di pressione fatta di messaggi offensivi e di una continua esposizione negativa.
La contesa per i vertici nazionali
Il quadro si inserisce nella campagna elettorale per il rinnovo dei vertici del Grande Oriente d’Italia, un passaggio cruciale per gli equilibri della massoneria italiana. La lista di cui Magno faceva parte aveva assunto posizioni nette contro presunte infiltrazioni esterne e contro presenze ritenute non in linea con i principi dell’istituzione. È in questo clima di forte competizione che, secondo i querelanti, si sarebbe sviluppata una contrapposizione sempre più aspra, con l’uso di canali informali e comunicazioni private per colpire gli avversari sul piano personale e professionale.
Email e accuse al vaglio della Procura
Nella documentazione depositata in Procura si fa riferimento a email e messaggi che avrebbero dipinto Magno in modo estremamente negativo, attribuendogli ruoli e vicende che lui definisce del tutto infondati. Comunicazioni che sarebbero arrivate non solo al suo indirizzo privato, ma anche a quello istituzionale del Collegio notarile di Messina, con effetti potenzialmente rilevanti sulla sua immagine pubblica. Ora spetta alla magistratura verificare la fondatezza di queste ricostruzioni e accertare se vi siano state effettive violazioni di legge.
Un malessere profondo
La vicenda messinese, tuttavia, va oltre i singoli nomi. In una città da sempre centrale per la vita massonica, le tensioni interne, gli abbandoni e le contrapposizioni stanno diventando sempre più evidenti. E quanto accaduto potrebbe rappresentare il primo segnale di un malessere più profondo, destinato a riflettersi anche su altre logge, comprese quelle considerate più stabili e autorevoli.


