Una tragedia improvvisa, devastante, ha colpito Vibo Valentia. Una bimba di appena due anni e mezzo è morta, soffocata dopo aver ingerito nelle vie respiratorie alimenti, forse un würstel . È giunta al Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” in condizioni disperate, già in arresto cardiorespiratorio. Da quel momento è iniziata una lotta senza risparmio di energie, durata minuti interminabili e conclusa con l’esito più drammatico. I medici della Rianimazione e gli infermieri hanno messo in campo ogni manovra possibile per tentare di rianimarla. Procedure d’emergenza, tentativi ripetuti, una corsa contro il tempo combattuta con professionalità e umanità. Ma il cuore della piccola non ha più ripreso a battere.
La notizia si è diffusa rapidamente nei corridoi del Pronto soccorso, lasciando un senso di sgomento che ha attraversato l’intero ospedale. Scene di disperazione hanno segnato quei momenti: i familiari distrutti dal dolore, incapaci di accettare una perdita tanto improvvisa quanto inconcepibile. Accanto a loro, colpiti nel profondo, anche i sanitari che avevano tentato fino all’ultimo di strapparla alla morte. Non è solo una vicenda clinica, ma una ferita collettiva. Un evento che riporta con brutalità alla fragilità della vita e alla rapidità con cui una normalità quotidiana può trasformarsi in tragedia.


