Hanno fatto tutto ciò che era umanamente e clinicamente possibile. Senza esitazioni, senza risparmiarsi. Per oltre un’ora il Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia si è trasformato in un fronte compatto di emergenza, nel tentativo estremo di strappare alla morte la bimba di due anni e mezzo. Ma ogni sforzo si è infranto contro una realtà già segnata. Secondo quanto riferito dal primario del Pronto soccorso, dottor Vincenzo Natale, la piccola Clara è arrivata in ospedale già in arresto cardiaco.
L’arrivo in arresto cardiaco
È stato lo stesso primario a intervenire immediatamente con i suoi colleghi, procedendo all’intubazione e collegando la bambina al respiratore automatico. In pochi istanti è scattato l’allarme interno: chiamati in supporto anestesisti, rianimatori, pediatri, cardiologi e persino la divisione di nefrologia. Una mobilitazione totale, rara anche per contesti di massima emergenza.
Un’ora di tentativi senza sosta
Per circa sessanta minuti i medici hanno lottato senza interruzione. Manovre rianimatorie continue, farmaci salvavita, più somministrazioni di adrenalina. Ogni protocollo è stato applicato, ogni possibilità esplorata. Attorno al lettino, un’équipe compatta, concentrata, determinata a non arrendersi. Ma il cuore della bambina non ha mai dato segnali di ripresa. Alla fine, con dolore e consapevolezza, i sanitari hanno dovuto constatare il decesso.
Il racconto dei familiari
A condurre la piccola al Pronto soccorso sono stati la mamma ed i nonni, arrivati con la loro auto in preda alla disperazione. Hanno raccontato che, poco prima del malore, la bambina stava mangiando un pezzetto di würstel, finito accidentalmente nelle vie respiratorie. Un soffocamento improvviso, letale. Un caso maledetto, come tanti altri. In Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, ogni anno si registrano circa 450 episodi di soffocamento legati al cibo in età pediatrica: 50 muoiono.
Indagini della Squadra Mobile
Della tragedia è stato informato direttamente dal responsabile del Pronto soccorso anche il commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Gianfranco Tomao. Sulla vicenda, come sempre avviene in casi del genere, sta espletando tutti gli atti di indagine la Squadra Mobile di Vibo Valentia. Resta il dolore di una famiglia distrutta e il peso che grava su chi, anche stavolta, ha combattuto fino all’ultimo secondo possibile. La salma della piccola poco fa è rientrata a casa in attesa che vengano fissati i funerali.


