Trasporti, Occhiuto punta sulla fiducia: servono 21 voti per isolare Futuro Nazionale

La nuova società del trasporto pubblico locale è diventata un passaggio imprescindibile per il governatore, deciso a evitare che il voto di Domenico Giannetta risulti determinante. Ma la compattezza del centrodestra da sola potrebbe non bastare, mentre Lega e Noi Moderati restano senza i riconoscimenti attesi

La partita sul futuro del trasporto pubblico calabrese si intreccia ormai direttamente con gli equilibri politici della maggioranza regionale. Roberto Occhiuto vuole portare avanti la nuova società dei trasporti e, soprattutto, impedire che l’approvazione della riforma dipenda dal sostegno di Domenico Giannetta, il consigliere che ha lasciato Forza Italia per avvicinarsi a Futuro Nazionale, l’area politica riconducibile a Roberto Vannacci. La questione non riguarda soltanto l’assetto del servizio, ma anche la tenuta della coalizione e il perimetro entro cui il presidente intende governare. 

Il governatore ha già prospettato una soluzione che dà la misura del peso attribuito al provvedimento: porre la questione di fiducia e non partecipare personalmente al voto, per raggiungere la soglia richiesta senza dover fare affidamento sul consigliere di Futuro Nazionale. Una strada impegnativa, perché in questo caso è necessaria la maggioranza rafforzata dei due terzi dell’Assemblea, pari a 21 voti secondo il quadro delineato da Occhiuto. Non basta, dunque, la sola compattezza politica del centrodestra: occorre verificare se i numeri in Consiglio consentano di superare l’ostacolo.

La nuova società è il passaggio decisivo

La riforma del trasporto pubblico locale è ormai un obiettivo che Occhiuto considera imprescindibile. Il presidente vuole procedere con la riorganizzazione del settore e non intende lasciare che il percorso legislativo venga condizionato da un sostegno esterno alla maggioranza. La questione di fiducia, se confermata, diventerebbe così lo strumento per legare il destino del provvedimento alla responsabilità politica dei gruppi chiamati a sostenere il governo regionale.

Ma proprio la soglia dei due terzi rende la partita più complessa. Una maggioranza può essere compatta sul piano politico e tuttavia non disporre dei consensi necessari per una procedura che richiede un sostegno più ampio. È qui che si misurerà la capacità di Occhiuto di trasformare la determinazione dichiarata in un risultato concreto, evitando che l’assenza del voto di Giannetta diventi un problema decisivo.

Il cordone sanitario contro l’area Vannacci

La vicenda nasce anche dalle tensioni esplose in occasione delle elezioni suppletive a Reggio Calabria, quando il passaggio di Giannetta verso Futuro Nazionale ha aperto una frattura nei rapporti con Forza Italia. Occhiuto ha escluso che il movimento possa entrare nella maggioranza regionale e vuole impedire che il suo rappresentante diventi determinante nell’approvazione delle riforme.

Il centrodestra, nel suo insieme, fa quadrato attorno al presidente su questa linea. Ma la convergenza contro Futuro Nazionale non cancella le differenze interne alla coalizione, né risolve automaticamente il problema dei numeri in Aula. La prova sul trasporto pubblico sarà quindi anche un test politico per verificare quanto la maggioranza sia in grado di sostenere le scelte del governatore quando sono richiesti consensi superiori a quelli ordinariamente necessari.

Giunta a sette, alleati in attesa

Sul fondo resta il capitolo delle modifiche allo Statuto regionale, con il mancato ampliamento della Giunta da sette a nove assessori e il tramonto, almeno per ora, dell’ipotesi di istituire due sottosegretari alla Presidenza. Le modifiche, avviate nella precedente fase politica, sono finite nel percorso di abrogazione, lasciando senza gli incarichi attesi soprattutto Lega e Noi Moderati.

È un elemento che pesa nei rapporti interni alla coalizione. I due partiti continuano a sostenere il progetto di governo di Occhiuto, ma le aspettative legate a un possibile riequilibrio delle responsabilità sono rimaste insoddisfatte. Per gli alleati, il sostegno politico al presidente non esclude la richiesta di un maggiore riconoscimento nella distribuzione degli incarichi.

Noi Moderati insiste sull’assessorato

La posizione di Noi Moderati è indicativa di un malessere che non si traduce, almeno per ora, in una rottura. Il partito di Maurizio Lupi conferma il sostegno a Occhiuto, ma ribadisce la richiesta di ottenere un assessorato. Una rivendicazione che riporta al centro il tema della rappresentanza nella Giunta e degli equilibri tra le forze che compongono il centrodestra calabrese. Il presidente, dal canto suo, ha sempre sostenuto di privilegiare i problemi da affrontare rispetto alle nomine. Tuttavia, dopo il mancato allargamento dell’esecutivo e la mancata introduzione dei sottosegretari, la questione delle compensazioni politiche resta aperta. La compattezza della coalizione dovrà misurarsi non soltanto sulla contrarietà a Futuro Nazionale, ma anche sulla capacità di tenere insieme aspettative e interessi dei singoli partiti.

La riforma dei trasporti diventa così un banco di prova su due livelli: da una parte, la volontà di Occhiuto di ridisegnare il settore e blindare il perimetro della maggioranza; dall’altra, la verifica della tenuta dei rapporti tra gli alleati. La fiducia può rappresentare la strada scelta dal governatore, ma i 21 voti necessari restano il passaggio decisivo. E proprio lì si capirà se la compattezza politica dichiarata sarà sufficiente. 

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