Trasporto pubblico locale, Occhiuto si gioca la maggioranza: la riforma può mettere a rischio la legislatura

Servono 21 voti per approvare il provvedimento e il centrodestra, dopo l’uscita di Domenico Giannetta, potrebbe fermarsi a 20. Il governatore valuta la fiducia e apre uno scenario politico inatteso

Nessuno avrebbe immaginato che il dibattito politico autunnale potesse arrivare a mettere in discussione la tenuta della legislatura regionale, avviata appena lo scorso anno. Eppure, a Palazzo Campanella, una maggioranza solida rischia di trovarsi davanti a un ostacolo capace di condizionare l’intero percorso di governo: la riforma del trasporto pubblico locale. Un provvedimento sul quale il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, è pronto a giocarsi una partita decisiva, fino a ipotizzare il ricorso alla questione di fiducia.

A rilanciare la vicenda  è la Gazzetta del Sud, stamane in edicola, che riporta al centro dell’attenzione le riflessioni del governatore e le possibili conseguenze politiche di una riforma rimasta da settimane bloccata nei meandri del Consiglio regionale, nonostante il via libera delle commissioni competenti. Il problema non è soltanto amministrativo: dietro il testo legislativo si nasconde una questione di numeri, equilibri e tenuta della coalizione di centrodestra.

I numeri che preoccupano il centrodestra

Per approvare la riforma occorrono 21 voti. Dopo il passaggio di Domenico Giannetta da Forza Italia in Futuro Nazionale, la maggioranza non avrebbe più la certezza di raggiungere quella soglia, potendo contare al massimo su 20 voti, compreso quello dello stesso Occhiuto. Un margine insufficiente che spiega perché il presidente della Regione stia valutando una mossa politica tanto impegnativa.

La questione di fiducia, nelle intenzioni del governatore, potrebbe servire a superare le resistenze interne e a costringere le forze politiche a uscire allo scoperto. Ma il rischio è evidente: se il provvedimento non dovesse ottenere il consenso richiesto, la crisi potrebbe assumere dimensioni ben più ampie. Occhiuto potrebbe arrivare a considerare conclusa l’esperienza di governo, trasformando una difficoltà legislativa in un passaggio decisivo per il futuro della legislatura.

La minoranza osserva e cerca le crepe

La sicurezza ostentata dal presidente della Giunta non cancella le preoccupazioni che attraversano la maggioranza. E, sul fronte opposto, il centrosinistra comincia a interrogarsi su chi, tra i consiglieri di minoranza, potrebbe essere disponibile a sostenere la riforma e consentire a Occhiuto di superare il muro dei 21 voti. I vari leader della coalizione mostrano sicurezza e, naturalmente, compattezza ma sotto sotto si guardano al loro interno alla ricerca degli anelli più deboli.

Non sarebbe la prima volta che il governatore cerca sponde oltre il perimetro della propria coalizione. Nel 2023, con la riforma dei Consorzi di bonifica, riuscì a portare a casa il provvedimento raccogliendo consensi anche dai banchi dell’opposizione. Un precedente che oggi torna utile per comprendere la strategia possibile, ma che non garantisce affatto un esito analogo. La partita, infatti, si gioca su un terreno più delicato. Un eventuale sostegno dell’opposizione potrebbe permettere di approvare la riforma, ma aprirebbe anche interrogativi sulla tenuta politica dei gruppi e sulle condizioni poste da chi decidesse di offrire il proprio voto. Per il centrosinistra, la scelta non sarebbe neutrale: aiutare Occhiuto a superare lo stallo significherebbe consentirgli di proseguire il mandato su un tema strategico, ma potrebbe anche alimentare divisioni e sospetti tra le diverse componenti della minoranza.

Quattro anni da completare, ma il percorso non è scontato

Occhiuto, almeno pubblicamente, non mostra di voler arretrare. “Non ci sono scossoni all’orizzonte, intendo completare nei prossimi 4 anni il mandato che i calabresi mi hanno affidato”, assicura il governatore. Parole che puntano a rassicurare la maggioranza e a chiudere sul nascere ogni ipotesi di crisi. Eppure, proprio la scelta di evocare la fiducia sulla riforma del trasporto pubblico locale dimostra quanto la situazione sia diventata politicamente sensibile. Se una maggioranza deve cercare voti fuori dai propri confini per approvare un provvedimento considerato importante, il problema non riguarda più soltanto il merito della legge, ma la capacità della coalizione di garantire una linea comune in Consiglio regionale.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: chi sarebbe disposto a soccorrere Occhiuto e a quali condizioni? E soprattutto, che cosa accadrebbe se il tentativo non riuscisse? Per ora il governatore rivendica la volontà di completare il mandato, ma la riforma del trasporto pubblico locale potrebbe trasformarsi in una prova di forza dagli esiti imprevedibili. 

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