Tropea, il Viminale dice sì al Commissariato di Polizia: un presidio di legalità per difendere il territorio dai clan

Il sindacato Sap annuncia il tavolo decisivo a Roma dopo il decreto del ministro Piantedosi: "La sicurezza h24 è condizione essenziale per tutelare l'economia locale dalle pressioni criminali"

L’elevazione del Posto di polizia di Tropea al rango di Commissariato di Pubblica Sicurezza segna una svolta strategica per l’intero comprensorio vibonese. Un provvedimento formale che, come evidenziato dalla Segreteria provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), risponde alla necessità di blindare il cuore pulsante del turismo calabrese.

“Che Tropea rivesta il ruolo di capofila nel settore turistico-alberghiero in Calabria, fungendo peraltro da traino per buona parte del settore terziario, specie per commercio e trasporti, è cosa oramai arcinota”, spiega il sindacato in una nota. “Ed è grazie a Tropea e alle bellezze naturali dell’intera Costa degli Dei se l’economia locale, e a seguire quella regionale, ogni anno si riossigena e si rivitalizza come da sempre”.

L’avanzamento del presidio, già decretato con propri atti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – al quale il sindacato rivolge un sentito “grazie” – è visto come un’occasione irripetibile: “L’auspicio è che l’elevazione da Posto di polizia al rango di Commissariato di P.S. funga da volano di sviluppo dell’intero territorio costiero”. Ora, secondo il Sap, la palla passa al territorio: “Spetta alla società civile, alla classe imprenditoriale e a quella politica saper cogliere questo primo positivo risultato, e farne tesoro, facendosi promotori di iniziative volte all’occupazione, alla redistribuzione della ricchezza e al benessere sociale… in una parola: al progresso”.

Il business del porto e le mire delle “holding criminali”

La necessità di un presidio di Polizia più strutturato è legata a doppio filo all’esplosione economica della cittadina, che “vanta oggi un porto turistico che è divenuto punto di riferimento per le partenze e gli arrivi da e per le isole Eolie”. Un hub che durante il periodo estivo vede riversarsi sulle sue banchine “migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo”, con il conseguente sviluppo di imprese legate alla navigazione e alla diportistica nautica.

Un giro d’affari che ha finito per attirare l’attenzione delle consorterie mafiose. Il sindacato ricorda infatti come “il nascente business e il conseguente incremento volume d’affari non potevano non attrarre gli interessi criminali”. A dimostrarlo sono le recenti risultanze giudiziarie: l’operazione “Olimpo”, condotta dai servizi di polizia giudiziaria provinciali in stretta collaborazione con le squadre investigative di stanza a Tropea, sotto il coordinamento della magistratura, “ha evidenziato come le holding criminali, autoctone e alloctone, avevano preso di mira il Porto di Tropea”.

Non solo. Il Sap richiama anche una seconda e inquietante inchiesta per descrivere la pervasività dei clan sul territorio: “Una commistione di interessi generali, e non solo economico-finanziari, quella che spinge costantemente i clan a setacciare palmo a palmo la cittadina tirrenica, nella spasmodica ricerca di ampliare i propri loschi profitti: basti rammentare l’operazione ‘Cimitero degli orrori’, quella che ha fatto emergere il sistema criminale che non ha risparmiato nemmeno il riposo eterno di poveri defunti tropeani che sono stati anzitempo estumulati e poi dispersi per sempre”.

Il riscatto dopo l’abbandono e il declino dell’ospedale

La nascita del Commissariato rappresenta una risposta concreta a un’area geografica che, pur producendo ricchezza, ha sofferto a lungo l’assenza dello Stato. “Purtroppo tale parte di territorio, sebbene concorra significativamente a elevare il PIL calabrese, è stata lasciata al suo destino per lungo tempo, prova ne è il declino irreversibile del locale presidio ospedaliero”, denuncia la sigla sindacale guidata a livello provinciale da Francesco Pirrone, ricordando come di recente la popolazione locale sia “scesa in piazza per protestare contro l’inesorabile chiusura dell’Ospedale di Tropea”.

In questo scenario, l’autonomia del nuovo Commissariato accende “un barlume di speranza con l’attuazione della pregevole iniziativa statale in argomento, di cui se ne sentiva il bisogno per avere maggiore attenzione e per innalzare in concreto il livello di sicurezza e legalità”. Elementi considerati indispensabili “per infondere fiducia in chi, a queste latitudini, vuole fare impresa, onestamente, ma anche in chi desidera, più semplicemente, vivere e lavorare senza dover subire intimidazioni o condizionamenti di sorta”.

Inoltre, la presenza della Polizia sul territorio è considerata come la chiave di volta per il futuro economico: “La sicurezza, quella reale, quella tangibile (h24), è conditio sine qua non per il rilancio strategico dell’area ricompresa tra Nicotera e Briatico; solo se vi è sicurezza si possono attrarre davvero capitali e investimenti tali da essere riconvertiti in sviluppo e occupazione. E se non si eleva il contesto sociale, allora la comunità non potrà garantire alle future generazioni beni essenziali come scuola, sanità, welfare etc.”.

Il ringraziamento ai colleghi e il tavolo a Roma

In conclusione, la Segreteria provinciale del Sap ha espresso “un vivo ringraziamento ai colleghi del Posto di polizia di Tropea, in servizio e in quiescenza, che in tutti questi anni hanno lavorato alacremente per conquistarsi quel diffuso e autentico sentimento di fiducia e stima che ha contribuito a convincere l’opinione pubblica e gli interlocutori istituzionali della bontà di un progetto che, quando sarà completato, non tarderà a restituire i frutti sperati”.

Il percorso verso l’apertura effettiva entra subito nella sua fase operativa. Il sindacato ha infatti annunciato che “fra poche ore parteciperà a Roma, con un proprio rappresentante, all’esame congiunto tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali, e lì farà la sua parte”.

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