Dopo le dinamiche che hanno caratterizzato la vita amministrativa del Comune di Vibo, l’Udc rompe il silenzio e affida a una nota una dura analisi dell’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo.
Smentiti nei fatti
Secondo l’Udc, “negli ultimi dieci anni il centrosinistra si è proposto come alternativa di governo”, costruendo il proprio consenso su una “critica costante alle precedenti amministrazioni di centrodestra”, accusate di essere concentrate sulla “gestione di incarichi e nomine politiche” piuttosto che “sui problemi reali dei cittadini”. Una linea che, a giudizio dei rappresentanti del partito, l’”attuale amministrazione avrebbe finito per smentire nei fatti”.
Nel giro di soli due anni, infatti, l’amministrazione Romeo avrebbe “replicato proprio quelle negatività imputate in passato agli avversari politici, concentrando gli sforzi su questioni definite di ‘piccolo cabotaggio’, legate a incarichi e nomine”, mentre la città sarebbe stata lasciata “in balia di una crisi ormai strutturale”.
Capo di Gabinetto
Nel mirino finisce, in particolare, la nomina del capo di Gabinetto, che avrebbe sollevato numerose perplessità: un incarico “retribuito con risorse pubbliche” la cui utilità, secondo l’Udc, “resta ancora oggi poco chiara”. A questo si aggiungerebbe un clima di “scontro continuo tra gruppi e correnti”, segnato da “ambizioni personali e personalismi” che non si tradurrebbero però in un’”azione amministrativa efficace”.
La figura di Romeo
Sul piano politico, il giudizio più severo riguarda la figura del sindaco, descritto come “incapace di assumere un ruolo di guida e di imprimere un reale processo di rilancio del territorio”. Secondo l’Udc, Romeo starebbe facendo “peggio dei suoi predecessori”, che pur con “limiti e punti di debolezza” avrebbero garantito “maggiore slancio e personalità all’azione amministrativa”.
Citati, in tal senso, gli ex sindaci D’Agostino, Costa e Limardo, indicati come “riferimenti di una guida politica riconoscibile”, a differenza di un quadro attuale definito “confuso”, nel quale si finirebbe per “sacrificare professionalità come quelle della professoressa Continanza e della docente universitaria Puntillo, cedendo alle pressioni della politica locale”.
Per l’Udc, il sindaco sarebbe così venuto meno agli “impegni di discontinuità assunti con gli elettori”, sacrificando proprio quei due elementi di giunta che rappresentavano, secondo il partito, il “segno più concreto di quel cambiamento promesso”. Una discontinuità che, a giudizio dei firmatari, “non si è mai tradotta in una nuova rotta amministrativa”.
Inefficienza
In conclusione, l’Udc ritiene che nessuna delle principali criticità della città sia stata “affrontata o risolta. Dal sistema bibliotecario al rilancio del commercio, dalla questione del torrente Sant’Anna al Piano spiaggia, tutto sarebbe fermo o aggravato da inefficienza e mancanza di competenza”.


