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Umanesimo Sociale entra nella Casa Riformista: da Vibo parte la sfida del “Progetto Valentia”

Adesione compatta a Italia Viva e rilancio di una visione territoriale ampia: in primo piano la conurbazione come leva per ridare forza alle comunità locali e costruire sviluppo

Umanesimo Sociale entra ufficialmente nella Casa Riformista e, in maniera compatta e unitaria, aderisce a Italia Viva. Il passaggio politico è stato formalizzato nel pomeriggio, nella sede del movimento a Vibo Valentia, alla presenza della segretaria regionale di Italia Viva, Filomena Greco, del segretario provinciale Giuseppe Condello, sindaco di San Nicola da Crissa, e del segretario cittadino Domenico Condello. Ad aprire il confronto è stato Domenico Consoli, leader di Umanesimo Sociale, davanti a una platea composta da iscritti, ex amministratori, professionisti e imprenditori, espressione di una società civile che guarda a una politica del fare, della progettazione e della costruzione di visioni di area vasta.

Non un semplice passaggio di campo, ma l’ingresso dentro un contenitore politico che punta a federare energie riformiste e sensibilità civiche. Una scelta che, nelle parole dei protagonisti, nasce dalla volontà di superare i recinti della politica tradizionale e di offrire uno spazio nuovo a quanti non si riconoscono più in liturgie consumate e schemi ormai logori.

La scelta politica e l’adesione a Italia Viva

Nel suo intervento, Domenico Consoli ha rivendicato il senso politico dell’approdo nella Casa Riformista, definendolo un passaggio coerente con il percorso costruito da Umanesimo Sociale. Un approdo che guarda a un progetto federativo, pluralista e democratico, capace – ha spiegato – di collocarsi nell’area del centrosinistra e di rappresentare un’alternativa credibile, dentro una cornice di valori che metta al centro la difesa della democrazia e la necessità di allargare gli spazi di partecipazione.

Consoli ha insistito soprattutto su un punto: Umanesimo Sociale non entra nella competizione politica per inseguire l’immediatezza elettorale o logiche localistiche, ma per introdurre un elemento di novità nel dibattito pubblico, offrendo alla società civile un diritto di cittadinanza politica e un’occasione concreta di adesione a un progetto più ampio. Un progetto che parte da Vibo, ma che vuole allargare l’orizzonte e cambiare il modo stesso di intendere l’azione politica sul territorio.

Il “Progetto Valentia” architrave del programma

Il cuore dell’iniziativa, e la vera cifra identitaria rilanciata da Umanesimo Sociale, resta però il Progetto Valentia, indicato come base del programma politico e amministrativo. È qui che si concentra la proposta più netta e strategica: immaginare e costruire la conurbazione di un vasto territorio, capace di unire Vibo Valentia e i comuni limitrofi, in particolare quelli della fascia costiera, in una visione integrata di sviluppo.

L’obiettivo è chiaro: restituire peso alle comunità locali, rafforzarne la capacità di incidere, superare frammentazioni storiche e mettere insieme risorse, servizi, pianificazione e rappresentanza. In una parola, contare di più. Per Umanesimo Sociale, la dimensione municipale da sola non basta più. Serve una politica che sappia fare massa critica, che sappia progettare su scala più ampia, che sappia trasformare la vicinanza geografica in alleanza istituzionale, economica e sociale.

Il “Progetto Valentia” viene così rilanciato come piattaforma di riscatto territoriale: non un’idea astratta, ma una proposta che punta a creare condizioni reali di sviluppo, attrattività e protagonismo per un’area che troppo spesso ha pagato il prezzo dell’isolamento e della dispersione delle forze.

Il richiamo alla società civile e alla fiducia da ricostruire

A seguire, Domenico Condello, segretario cittadino di Italia Viva, ha sottolineato il valore politico dell’ingresso di Umanesimo Sociale nella Casa Riformista, inserendolo nel quadro del progetto nazionale promosso da Matteo Renzi: un contenitore ampio, pensato per accogliere culture e percorsi diversi del centrosinistra, ma con l’ambizione di allontanarsi dalle logiche classiche della politica.

Condello ha rimarcato il ruolo che Umanesimo Sociale intende assumere come coordinamento territoriale aperto ai comuni limitrofi del Vibonese, con una particolare attenzione alla fascia costiera. Ma soprattutto ha lanciato un messaggio diretto a chi oggi si sente distante dalla politica: a chi è stanco, sfiduciato, rassegnato. «Una svolta è possibile», è stato il senso del suo intervento. In una realtà dove le comunità sembrano aver perso fiducia e i giovani continuano ad andare via, la sfida dichiarata è quella di provare a ricostruire condizioni nuove, restituendo speranza, credibilità e prospettiva.

L’obiettivo: più forza ai territori

Il dibattito è stato poi chiuso dalla segretaria regionale Filomena Greco, che ha salutato l’ingresso di Umanesimo Sociale come un segnale politico importante per il rafforzamento della Casa Riformista in Calabria e per il radicamento di una proposta che punta a tenere insieme territori, competenze e visione.

L’operazione avviata a Vibo Valentia, in questa chiave, non è soltanto un’adesione formale a Italia Viva. È il tentativo di mettere in campo una proposta politica che parte dal basso, si nutre di società civile e individua nel Progetto Valentia la sua direttrice più ambiziosa: fare della conurbazione e dell’aggregazione territoriale la leva per ridare forza alle comunità locali, restituire centralità al Vibonese e costruire sviluppo vero.

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