US Vibonese Calcio, Romeo: la situazione ha raggiunto un livello di gravità inaccettabile

Tra incertezze societarie, continui cambi di giocatori e allenatori e un campo sportivo in cattive condizioni, il sindaco di Vibo invita i gestori a fare chiarezza e apre a possibili soluzioni con imprenditori locali

Il futuro della US Vibonese Calcio, soprattutto alla luce dei deludenti risultati sul campo, torna al centro delle preoccupazioni cittadine. Il sindaco Enzo Romeo interviene pubblicamente sulla crisi della squadra, sottolineando che “non si tratta solo di una questione sportiva”, ma di “tutela di un patrimonio che appartiene all’intera comunità”. A giudizio del primo cittadino, “la situazione in cui versa la US Vibonese Calcio ha raggiunto un livello di gravità che non può più essere ignorato. Come sindaco di questa città, sento il dovere di intervenire pubblicamente, non per ingerenza nelle dinamiche di una società privata, ma per tutelare un patrimonio che appartiene all’intera comunità vibonese”, dichiara Romeo.

La Vibonese come simbolo identitario

Romeo si sofferma poi sullo stretto legame che c’è tra la città e la squadra, sostenendo che “la Vibonese non è semplicemente un club di calcio. È un simbolo identitario, un pezzo della nostra storia, un legame tra generazioni. Per questo, ciò che sta accadendo non riguarda solo gli appassionati di sport, ma tutti i cittadini”.

Gestione societaria insufficiente

Il primo cittadino prosegue: “Da mesi assisto, insieme a tutta la città, a una gestione societaria che non ha saputo o voluto fornire le garanzie minime di serietà, trasparenza e competenza. Non è chiaro chi siano realmente i proprietari, da dove provengano le risorse economiche, quale sia il progetto sportivo. Abbiamo visto oltre quaranta calciatori avvicendarsi in pochi mesi, due cambi di allenatore, un fuggi-fuggi generale che ha coinvolto giocatori, staff e collaboratori. Il campo del ‘Luigi Razza’, un tempo vanto della città, versa in condizioni inaccettabili”. A giudizio di Romeo, “le dichiarazioni di mister Esposito nel post-gara di Enna, seguite dalle sue dimissioni e da quelle di altri calciatori, rappresentano il segnale inequivocabile di un malessere profondo che attraversa l’intero ambiente. Non si tratta di episodi isolati, ma del sintomo di una crisi strutturale che investe ogni aspetto della vita societaria”.

Il ruolo della sponsorizzazione e le preoccupazioni per il futuro

“Sappiamo tutti – afferma Romeo – che, al momento, la gestione ordinaria va avanti grazie alla sponsorizzazione del Gruppo Caffo, che ringrazio per la costante vicinanza al calcio vibonese. Ma dopo? Chi garantisce la continuità? Chi risponde del futuro? Nel frattempo, la situazione societaria e agonistica precipita verso il baratro, e la sponsorizzazione – per quanto generosa – viene impropriamente scambiata per una proprietà strutturata, quando invece rappresenta un sostegno esterno che non può supplire all’assenza di una governance credibile”.

Appello ai gestori

Da qui, l’appello del sindaco: “Mi rivolgo direttamente ai signori Fernando Cammarata, Angelo Costa e Calogero Di Carlo: la città ha diritto a sapere. Avete un progetto? Avete le risorse per portarlo avanti? Avete intenzione di costruire qualcosa di serio o state solo amministrando un declino? Chiedo risposte pubbliche, non rassicurazioni generiche. Chiedo un confronto aperto con le istituzioni, con la tifoseria, con il territorio. E chiedo che questo avvenga immediatamente, perché il tempo è scaduto”.

L’alternativa esiste ed è praticabile

Romeo promette che “qualora queste risposte non arrivassero, o fossero insufficienti, questa amministrazione non resterà a guardare. Sono già in corso interlocuzioni con imprenditori e professionisti del territorio disponibili a costruire una cordata vibonese capace di rilevare la gestione della società e restituirle dignità”. Il primo cittadino auspica inoltre che “il cavalier Giuseppe Caffo possa continuare a rappresentare un punto di riferimento e di garanzia. La sua esperienza, la sua storia, il suo legame con questa squadra sono un patrimonio che non possiamo disperdere. Gli chiedo di non far mancare il suo apporto in una fase così delicata, nella forma che riterrà più opportuna”.

Un appello alla città e al territorio

“Questo appello – conclude Romeo – è rivolto anche a Vibo Valentia. Per troppo tempo abbiamo delegato, ci siamo divisi, abbiamo guardato altrove. Oggi non possiamo più permettercelo. Se vogliamo che la Vibonese torni a essere ciò che merita, dobbiamo essere noi, come comunità, a prendercene cura. Per questo il mio pensiero e il mio appello va anche alle tante personalità locali del mondo del calcio, professionisti ed addetti ai lavori: fatevi avanti, la vostra esperienza non può che essere un arricchimento per una discussione seria ormai improcrastinabile.  Il calcio non è solo sport. È appartenenza, è passione, è identità. E l’identità di una città non si svende, non si abbandona, non si lascia morire”.

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