Il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha dato ufficialmente il via al suo tour di due giorni in Calabria partendo da un luogo simbolo della gestione umanitaria: il centro di accoglienza migranti di Portosalvo.
Ad accogliere la massima carica della CRI nella frazione marina di Vibo Valentia sono stati il vice prefetto Roberto Micucci, il presidente del Comitato regionale della Croce Rossa Gianfranco Arcuri e una folta rappresentanza di volontari. Un esercito della solidarietà che conta numeri imponenti: oggi sono infatti 150 mila i soci in tutta Italia, con una colonna portante di 4000 operatori attivi sul territorio calabrese. Durante la visita, Valastro ha sottolineato come la struttura vibonese rappresenti un presidio fondamentale per l’intero territorio regionale. Situato in un’area che funge da crocevia per i flussi migratori, il centro di Portosalvo si conferma un punto nevralgico per il coordinamento e la gestione delle emergenze umanitarie, cuore pulsante dell’impegno dell’Associazione.
L’ostacolo della trasparenza
Nonostante l’alto valore istituzionale dell’incontro, la giornata ha registrato una nota di criticità sul fronte dell’informazione: alla stampa è stato infatti vietato l’accesso, sia all’interno dei locali (attualmente privi di ospiti) che nel cortile esterno. Un’occasione mancata di apertura e dialogo che avrebbe permesso di valorizzare ulteriormente l’instancabile lavoro dei volontari e di approfondire eventuali criticità. Il mancato confronto pubblico lascia l’amaro in bocca su una tematica che, per la sua rilevanza, coinvolge profondamente l’intera comunità locale.


