A Vibo Marina non è più solo una questione di degrado o di immagine. Il caso di via Amerigo Vespucci assume contorni ancora più seri alla luce della nota della Capitaneria di porto datata 19 febbraio, con cui veniva già formalmente segnalata una situazione di forte criticità lungo il tratto colpito dalla mareggiata.
Nel documento si parla di sabbia e detriti sulla carreggiata, di mattonelle divelte e trascinate sulla sede stradale, ma soprattutto di rischio per la sicurezza della circolazione. La stessa Capitaneria evidenzia inoltre che via Amerigo Vespucci rappresenta un percorso di accesso per i mezzi di emergenza diretti alle attività presenti in loco, elemento che rende la vicenda ancora più delicata.
Una criticità nota da oltre un mese
È questo il passaggio che oggi pesa più di ogni altro. Perché se la situazione è stata ufficialmente segnalata da oltre un mese, il fatto che il lungomare resti ancora invaso da sabbia e detriti impone una riflessione precisa sui tempi di intervento. Non si tratta più soltanto di una strada sporca o di un tratto da ripulire: si tratta di una criticità certificata, messa nero su bianco da un’autorità dello Stato.
Le immagini del lungomare Amerigo Vespucci continuano intanto a raccontare un quadro evidente: sabbia accumulata sulla sede stradale, tratti di pavimentazione danneggiati, una viabilità ridotta e una situazione che pesa quotidianamente su cittadini e operatori.
Tra competenze e ritardi
Sul piano amministrativo restano i distinguo tra enti e competenze. La questione coinvolge infatti l’Autorità di Sistema Portuale per le aree demaniali e il Comune per gli altri tratti interessati e che proprio in questi giorni sta procedendo alla pulizia. Ma mentre si definiscono ruoli e modalità di intervento, il tempo continua a scorrere e il problema resta sotto gli occhi di tutti.
Il dato politico e amministrativo, a questo punto, è difficilmente eludibile: Vibo Marina appare ancora una volta ostaggio della burocrazia e, per certi aspetti, anche di un evidente ritardo di risposta da parte dell’Autorità portuale. Perché davanti a una segnalazione datata 19 febbraio, con riferimenti espliciti alla sicurezza della circolazione e all’accesso dei mezzi di emergenza, il margine per ulteriori attese appare ormai ridotto al minimo.


