Non una semplice passeggiata, ma un atto di riappropriazione degli spazi pubblici e della coscienza civile. In occasione dell’8 marzo, le strade di Vibo Valentia hanno ospitato l’evento “100 passi verso il 21 marzo – In cammino per la memoria”, un trekking urbano che ha saputo fondere la testimonianza contro le mafie con la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locale.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra il coordinamento provinciale di Libera e l’associazione Kalabria Trekking, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla 31ª “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno”, prevista quest’anno a Torino.
Un percorso tra bellezza e dolore
Il folto gruppo di partecipanti ha attraversato i luoghi simbolo della città, guidato dai referenti di Libera, Giuseppe Borrello e Maria Joel Conocchiella, insieme al presidente di Kalabria Trekking, Lorenzo Boseggia. Il tragitto ha toccato siti di pregio spesso trascurati, come: il Parco delle Rimembranze e le Mura Greche; il Tempio del Cofino e il Castello Normanno-Svevo; Piazza Terranova e la Chiesetta dei Poveri, per concludersi al Monumento ai Caduti su Corso Umberto I. Ad arricchire il cammino sono stati gli approfondimenti storici curati dall’avvocato Domenico Sorace, che ha illustrato la ricchezza culturale di una Vibo “bistrattata” ma ancora capace di incantare.
Le voci della testimonianza
Il cuore pulsante della mattinata è stato il ricordo di chi ha pagato con la vita l’odio mafioso. Le storie di Marcella Tassone, del giudice Antonino Scopelliti, di Francesco Vangeli, Nicholas Green e Pino Russo sono tornate a vivere attraverso le parole del generale dei Carabinieri Franz Chiaravalloti, di Federico Vangeli e di Matteo Luzza. Presenti all’evento anche i rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello e l’assessore Francesco Colelli.
Il riscatto di una comunità
“Abbiamo vissuto la contrapposizione tra la bellezza della nostra storia e il dolore delle vittime”, ha dichiarato Maria Joel Conocchiella, sottolineando come queste memorie siano in realtà semi di speranza per un territorio che vuole rinascere. Dello stesso avviso il docente dell’Unical Giancarlo Costabile, che ha invitato a superare la ‘cultura della delega’: “È il tempo di abitare le vie in modo critico. La rassegnazione è finita, siamo una comunità in piedi che vuole riprendersi questa terra”. Un messaggio di profondo cambiamento che, come ribadito anche dai soci di Kalabria Trekking a chiusura del percorso, trasforma il camminare in un vero e proprio gesto politico e sociale.


