Abilita Notifiche OK No grazie

Vibo Marina, strada pubblica chiusa e accesso al mare a rischio per tenere in vita Meridionale Petroli

Il piano di sicurezza esterna ai depositi costieri entra nella fase decisiva e riapre un nodo gravissimo: parcheggi e piano spiaggia del 2005 rischiano di essere sacrificati (prove e documenti)

Il rischio è concreto: per tenere in vita Meridionale Petroli si può arrivare a sacrificare una strada pubblica, l’accesso al mare e il futuro turistico di Vibo Marina e del territorio. Il piano di sicurezza esterna dello stabilimento che da quasi settant’anni condiziona lo sviluppo del porto e del fronte mare, è ormai alle battute finali. E il rischio che emerge con sempre maggiore evidenza è pesantissimo: per garantire le condizioni di sicurezza richieste e consentire all’impianto di restare dov’è, potrebbe essere compressa – o addirittura preclusa – la fruizione della strada pubblica lato mare, cioè la più importante via del mare esistente nell’area urbana di Vibo Marina. Non si tratta di un dettaglio. Si tratta di un asse fondamentale per la mobilità, per l’accesso al litorale, per gli stabilimenti balneari, per i residenti, per i turisti, per la stessa identità di Vibo Marina.

Le carte del 2007 smentiscono ogni ambiguità

Su questo punto, però, esistono atti precisi. Con una nota del 21 marzo 2007, la stessa Meridionale Petroli chiese formalmente alla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina una certificazione sulla destinazione d’uso della strada lato mare adiacente al deposito. La richiesta nasceva durante l’esame del Rapporto di Sicurezza ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 334/99, nell’ambito delle verifiche condotte dal Comitato Tecnico Regionale. La risposta della Capitaneria fu netta. Con atto ufficiale, richiamando il Piano Spiaggia adottato con delibera commissariale n. 5 del 22 febbraio 2005, divenuto esecutivo in assenza di osservazioni, venne attestato che la strada adiacente al muro di cinta del deposito è destinata ad accesso pedonale e carrabile ed è individuata negli elaborati come viabilità. Tradotto: quella non è una fascia neutra, né un’area da reinterpretare a piacimento. È una strada pubblica, riconosciuta come tale negli atti.

Il piano spiaggia del 2005 non si tocca

Ed è qui che il quadro diventa ancora più delicato. Perché se i provvedimenti che accompagneranno il piano di sicurezza esterna dovessero tradursi in chiusure, interdizioni o limitazioni strutturali, il rischio concreto sarebbe quello di svuotare nei fatti il Piano Spiaggia del 2005, che ancora oggi – piaccia o meno – resta il riferimento amministrativo e urbanistico da cui non si può prescindere. Quel piano non era un adempimento formale. Era – ed è – lo strumento che ha fissato i paletti per garantire equilibrio tra fruizione pubblica, accessibilità, turismo balneare, servizi e assetto del litorale. E dentro quel quadro la “Tabella A” rappresenta uno snodo essenziale, una pietra miliare per la tutela della vocazione turistica di Vibo Marina. Se oggi quel disegno dovesse essere aggirato o smontato per assicurare lunga vita allo stabilimento, saremmo davanti non a una semplice rimodulazione tecnica, ma a una scelta che rischia di colpire direttamente l’interesse pubblico.

Parcheggi, accessi e turismo: il prezzo non può pagarlo la città

Una strada pubblica non può essere cancellata con un tratto di penna. I parcheggi al servizio di quella fascia costiera non possono sparire come se fossero un elemento secondario. E non può essere sacrificata la piena fruibilità di uno dei tratti più suggestivi del litorale di Vibo Marina per tenere fermo, ancora una volta, un equilibrio tutto sbilanciato a favore di un impianto industriale che da decenni pesa sul presente e sul futuro della marina. Qui il punto è semplice: non può essere sempre il territorio a retrocedere.

La delocalizzazione scelta nel 2007, poi rimasta incompiuta

C’è poi un altro elemento che merita di essere ricordato. La strada della delocalizzazione era stata già imboccata nel 2007, quando si era scelto il trasferimento nell’area industriale, con un finanziamento di 11 milioni di euro e con la realizzazione di un nuovo impianto rimasto però soltanto a metà, trasformandosi in una clamorosa incompiuta. Ma questa è un’altra storia e potrebbe rivelare vicende ancora più clamorose.

Quello che conta oggi è altro: capire se, nel nome della sicurezza esterna, si stia preparando un assetto che finirebbe per comprimere diritti pubblici consolidati, scardinare il piano spiaggia vigente e compromettere la vocazione turistica di Vibo Marina. Per questo la vicenda non può restare confinata nei tavoli tecnici o nelle stanze istituzionali. Serve massima trasparenza. Servono atti chiari e verifiche approfondite da parte di chi è tenuto a vigilare.

Se necessario, spalancare le porte anche a un’approfondita inchiesta su quanto sta accadendo attorno a questa vicenda. Perché quando una strada pubblica, i parcheggi, l’accesso al mare e un piano urbanistico vigente rischiano di essere messi in discussione per garantire la permanenza di uno stabilimento industriale, non siamo più davanti a una questione marginale. Vengono annullati i diritti dei cittadini e qualcuno dovrà pure tutelarli affinché non vengano calpestati.

A seguire il Piano Spiaggia 2005 e le interlocuzioni tra Meridionale Petroli e Capitaneria di Porto di Vibo Marina:

 

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Su indicazione congiunta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Filippo Mancuso, e dell’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Marcello Minenna, è stato poi approvato il contratto di mutuo della Regione Calabria con Cassa depositi e prestiti
Al tavolo convocato dal sindaco per la delocalizzazione della Meridionale Petroli, la Cisal esclusa: per Papillo un “gravissimo atto contro la democrazia e i lavoratori”.
Mercoledì prossimo, in Cittadella, si procederà alla firma di un Protocollo d’Intesa con i rettori delle Università per rendere operativa la misura

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792