Un’infradito abbandonata sulla sabbia. Potrebbe essere il classico reperto di un turista sbadato, se non fosse che non ci troviamo sul bagnasciuga, ma nel bel mezzo della carreggiata. Siamo in via Vespucci, a Vibo Marina: un’immagine che, meglio di mille parole, fotografa l’eredità lasciata dal passaggio dei cicloni Harry e Ulrich circa un mese fa. Le violente mareggiate che hanno sferzato il litorale non hanno risparmiato nulla. La forza del mare, spinta dal vento, ha letteralmente invaso la strada, coprendola con un denso strato di sabbia che rende difficoltoso il transito. Un disagio pesante, che grava quotidianamente sui residenti e sulle attività ristorative della zona, ancora in attesa di una pulizia che non arriva.
Il rimpallo delle competenze
La situazione si ripete, seppur con minore intensità, anche in un breve tratto di via Emilia. Qui però emerge il paradosso burocratico che spesso immobilizza il territorio: le due arterie, pur vicine, ricadono sotto giurisdizioni diverse. Via Vespucci, situata in zona demaniale, è di competenza della Capitaneria di Porto. Via Emilia rientra invece sotto la gestione del Comune di Vibo Valentia. Il risultato di questa frammentazione amministrativa è evidente: a oggi, nessuna delle due strade è stata liberata dai depositi sabbiosi, lasciando i cittadini prigionieri di un limbo di inefficienza.
Lungomare a rischio: l’emergenza non è solo estetica
Se la viabilità è compromessa, le condizioni del lungomare sono, se possibile, ancora più allarmanti. I muretti di protezione e le rampe di accesso alla spiaggia presentano danni strutturali evidenti, mentre diverse porzioni di marciapiede minacciano di cedere sotto l’effetto dell’erosione e delle continue sollecitazioni del mare. Con l’approssimarsi della stagione estiva, il tempo stringe. In assenza di provvedimenti rapidi e concreti, il rischio è che il danno ambientale e strutturale si trasformi in una vera e propria emergenza economica. Vibo Marina non può permettersi di presentarsi così ai blocchi di partenza del turismo balneare.
Un biglietto da visita desolante
Nel frattempo, quell’infradito resta lì, immobile, tra le palme ormai morenti e l’imponente profilo delle cisterne della Meridionale Petroli. Un “biglietto da visita” desolante per chiunque scelga Vibo Marina come meta per le proprie vacanze o per una semplice passeggiata domenicale. Il degrado, purtroppo, non aspetta i tempi della burocrazia.


