Vibo Valentia risponde alla violenza. Consiglio comunale aperto, aula piena e messaggio netto alla criminalità

Dopo l’attentato al presidente del Consiglio Antonio Iannello, la città reagisce compatta. Politica, istituzioni e società civile unite per difendere la democrazia e chi la rappresenta

Un consiglio comunale aperto per dire no alla violenza, no alle intimidazioni, no agli attacchi agli amministratori pubblici. È questo il senso profondo della seduta in corso a Palazzo Luigi Razza, a Vibo Valentia, dove l’aula si presenta gremita come raramente accade. Un’immagine potente, che vale più di molte parole, e che racconta una comunità che non intende arretrare di un millimetro davanti alla criminalità. L’attentato a colpi di pistola a Triparni del 23 dicembre scorso ai danni del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, non è stato archiviato come un fatto isolato. Al contrario, ha acceso una reazione forte, trasversale, corale. Oggi la politica e la società civile rispondono insieme, mettendo al centro un principio chiaro: chi amministra non deve essere lasciato solo.

Un’aula piena per difendere le istituzioni

Al fianco del presidente Antonio Iannello e del sindaco Enzo Romeo siedono tutti i consiglieri comunali, ma anche i consiglieri regionali Ernesto Alecci, Vito Pitaro e Marco Polimeni, insieme ad alcuni presidenti di Consiglio comunale provenienti da altri centri della Calabria. Presenti i rappresentanti delle forze dell’ordine, l’associazione Libera, le organizzazioni sindacali e quelle di categoria. Una presenza ampia e significativa, che restituisce il senso di una risposta collettiva: Vibo Valentia non accetta che la violenza condizioni la vita democratica, non tollera che il ruolo pubblico diventi bersaglio di intimidazioni.

La risposta corale della città

Il dibattito è in corso, ma il messaggio è già arrivato forte e chiaro. Non si tratta solo di solidarietà a una persona, pur doverosa e sentita, ma di una presa di posizione netta a difesa delle istituzioni locali e della libertà di amministrare. Quella che arriva oggi dall’aula di Palazzo Luigi Razza è l’immagine di una città che sceglie di stare dalla parte dello Stato, della legalità e della partecipazione. Una risposta compatta, che Vibo Valentia e le sue istituzioni meritavano, e che rappresenta un segnale preciso a chi pensa di poter imporre il silenzio con la paura.

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