In merito alle recenti sollecitazioni e alle preoccupazioni manifestate dai residenti e dagli operatori commerciali di Vibo Marina relativamente alle imminenti limitazioni alla viabilità e alla sosta in via Vespucci, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ritiene “doveroso” intervenire per fare chiarezza, ristabilire “il corretto quadro normativo e amministrativo e promuovere un dibattito improntato alla trasparenza e alla massima coesione sociale”.
“L’attuazione delle prescrizioni legate al Piano di Emergenza Esterno (PEE) – dichiara il primo cittadino – costituisce un adempimento tecnico e giuridico del tutto ineludibile. Parliamo di misure nate dalla necessità oggettiva di garantire la massima sicurezza pubblica in un’area caratterizzata dalla presenza storica di serbatoi di stoccaggio carburanti, elementi che per loro natura configurano una condizione di potenziale rischio per la popolazione circostante. Dinanzi a un simile scenario, la massima autorità locale di Protezione Civile non ha margini di discrezionalità o di elusione: a questa soluzione tecnica ci si è dovuti necessariamente adeguare, ponendo l’incolumità dei nostri concittadini al di sopra di ogni altra valutazione. Se in passato altre amministrazioni hanno preferito rinviare la questione, ‘lavandosene le mani’ in modo pilatesco per evitare scelte complesse, questa Amministrazione ha deciso di affrontare la realtà con senso di responsabilità e rispetto delle norme”.
Il faro d’orientamento
Il sindaco desidera rimarcare come l’intera architecture politico-amministrativa della città avesse già individuato una linea d’azione condivisa: “La delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale rappresenta, e deve continuare a rappresentare, il faro d’orientamento per tutte le forze politiche del territorio. Dispiace constatare che, di fronte all’applicazione pratica di tutele imprescindibili, alcune componenti politiche – segnatamente le forze di opposizione – sembrino smarrire la necessaria coerenza istituzionale. Cavalcare in chiave populistica il disagio dei cittadini, esasperando e radicalizzando una situazione oggettivamente delicata e complessa, non giova a nessuno e rischia solo di rallentare i processi positivi già avviati”.
“La nostra consiliatura è partita proprio all’insegna di questa storica sfida: siamo e saremo sempre dalla parte della cittadinanza che chiede a gran voce la liberazione del fronte mare. Tuttavia, anziché frammentare il tessuto sociale, l’unione compatta di tutte le forze politiche attorno a questa Amministrazione fungerebbe da straordinario e autorevole incentivo nei confronti dei tavoli di concertazione superiori”.
Delocalizzazione complessa, ma resta l’obiettivo
Il percorso verso la delocalizzazione definitiva degli impianti, come evidenziato dallo stesso sindaco, presenta una notevole complessità dal punto di vista prettamente tecnico e amministrativo. Si tratta di un iter articolato che vede necessariamente coinvolti e interconnessi enti sovraordinati di fondamentale importanza, quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Autorità di Sistema Portuale. Con questi soggetti istituzionali, l’Amministrazione sta portando avanti un dialogo serrato e costruttivo, fondato sulla piena e sostanziale adesione a una visione generale di sviluppo integrato e sostenibile dell’area portuale.
Riduzione della concessione
“L’attenzione di questa amministrazione verso l’obiettivo finale è reale, concreta e pratica. Lo dimostra il primo, importantissimo risultato politico ottenuto: la riduzione della concessione a soli quattro anni. È questo l’atto concreto che pone le basi reali e giuridiche per rendere effettivo il futuro trasferimento dei serbatoi, sbloccando una situazione di stallo che durava da decenni. Questa è la vera battaglia di tutti, finalizzata a restituire dignità al nostro litorale e a porre le fondamenta per un autentico e duraturo sviluppo turistico della nostra frazione marina”.
Uffici comunali al lavoro
In conclusione, l’Amministrazione comunale ribadisce la “propria totale e sincera vicinanza alla popolazione e alle categorie economiche di Vibo Marina per i temporanei disagi logistici derivanti dalle necessarie misure di sicurezza”. Il sindaco assicura che gli uffici comunali sono già al lavoro per individuare ogni possibile soluzione mitigativa per la sosta e i parcheggi alternativi, ma rinnova l’appello a superare le contrapposizioni strumentali: “La strada percorsa finora dimostra che stiamo procedendo senza tentennamenti e con le idee chiare. Chiediamo unità d’intenti e responsabilità: solo una comunità coesa e unita nelle proprie rivendicazioni strutturali possiede la forza istituzionale necessaria per raggiungere traguardi storici”.
Delocalizzazione e via Vespucci da salvare
Nodi che rimangono da sciogliere e non sarà semplice. Il sindaco comincia a prende coscienza sui disagi e sulle attività economiche che, inevitabilmente, finiranno in ginocchio. Evidentemente più di ogni altro ha toccato con mano che il cerchio comincia a stringersi e la situazione sarà grave. Di fatto il sindaco indirettamente conferma che via Vespucci sarà pesantemente limitata, per non dire stroncata. La protesta del 4 giugno in fondo vuole sottolineare proprio questo: le misure di sicurezza che dovranno essere adottate lungo questo percorso cadranno solo sulla pelle dei cittadini, dei bagnanti, degli operatori della zona. Mentre Meridionale Petroli continuerà ad osservare che tutto coli a picco tranne i bilanci del colosso dei carburanti. Ora più che mai è necessario mettere paletti fermi sulla delocalizzazione, individuare subito una strada alternativa in via Vespucci e fare in modo che non si perda un solo parcheggio. Solo così si potrà provare a salvare una stagione balneare già pesantemente compromessa.



