C’è una Calabria che non si accontenta più di esserci. Una Calabria che sceglie di contare, di farsi riconoscere, di occupare con autorevolezza uno spazio sempre più centrale nel panorama enologico italiano e internazionale. È con questo spirito che la Regione Calabria, insieme ad Arsac, si prepara a vivere da protagonista la nuova edizione del Vinitaly, portando a Verona una presenza imponente, qualificata e fortemente identitaria.
I numeri parlano da soli: oltre 111 aziende tra produttori di vino, spirits e amari saranno protagoniste della spedizione calabrese, in una delle vetrine più prestigiose del settore. Un risultato che certifica una crescita strutturale e non episodica, frutto di una filiera che negli ultimi anni ha saputo investire in qualità, ricerca, innovazione e promozione. Non è soltanto una partecipazione fieristica. È, piuttosto, la rappresentazione plastica di una regione che ha deciso di cambiare passo, trasformando il proprio patrimonio agricolo e vitivinicolo in leva di sviluppo, reputazione e competitività.
Una presenza che vale come dichiarazione d’identità
La Calabria che si presenta al Vinitaly 2026 non è più quella delle potenzialità inespresse. È una terra che oggi porta con sé la forza delle sue radici e, insieme, una visione moderna del proprio futuro. Una terra che ha imparato a raccontarsi meglio, ma soprattutto a strutturarsi meglio.
Dietro questa crescita c’è anche il lavoro quotidiano e spesso silenzioso di Arsac, che negli anni ha accompagnato il comparto con un’attività costante di supporto tecnico, ricerca, assistenza e valorizzazione. Tecnici, agronomi, ricercatori, comunicatori: una squadra che ha creduto nella possibilità di costruire una nuova immagine della Calabria agricola e agroalimentare, più forte, più consapevole, più credibile sui mercati. È il segno di una maturazione che non riguarda solo il vino, ma un intero sistema territoriale. Perché oggi il vino calabrese non è più soltanto prodotto: è narrazione, cultura, paesaggio, attrattività turistica, posizionamento strategico.
Gallo: la Calabria Straordinaria sarà ancora protagonista
A scandire il senso politico e strategico di questa partecipazione è l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che legge il Vinitaly come un nuovo passaggio di una traiettoria ormai ben definita.
“La Calabria Straordinaria sarà protagonista ancora una volta. A partire dal 10 aprile, in Piazza dei Signori, dove celebreremo il nostro vino insieme e balleremo, a ritmo di musica, con Ema Stokholma, portando nel cuore della città l’identità della nostra terra. Dal 12 al 15 aprile saremo poi presenti a Veronafiere: lì, con accesso dall’ingresso Re Teodorico al Padiglione 12, la Calabria Straordinaria saprà sorprendere ancora. Sarà un’occasione importante per raccontare una Calabria che cresce, che investe sulla qualità, sull’innovazione e sulla valorizzazione delle proprie eccellenze. Il Vinitaly rappresenta per noi una vetrina internazionale strategica, attraverso cui consolidare il posizionamento dei nostri vini e sostenere il lavoro delle imprese che ogni giorno contribuiscono allo sviluppo del territorio”.
Parole che vanno oltre la promozione istituzionale. Perché dentro questo messaggio c’è una linea precisa: la Calabria punta a consolidare il proprio brand, a rafforzare la riconoscibilità dei suoi vini, a sostenere concretamente il lavoro delle imprese e a collocare il comparto dentro una prospettiva di mercato più ampia e strutturata.
In altre parole, la Calabria non si presenta più come promessa. Si presenta come realtà produttiva che chiede ascolto e riconoscimento.
Il ruolo decisivo di Arsac e il lavoro di squadra
Accanto alla Regione, Arsac si conferma motore organizzativo e strategico di una presenza che si annuncia tra le più importanti di sempre. Un ruolo che la direttrice generale Fulvia Michela Caligiuri rivendica con orgoglio, sottolineando il valore di un lavoro corale e meticoloso.
“Siamo orgogliosi del lavoro svolto. Con tutta la squadra – da Michelangelo Bruno a Bossio, da Gennaro Convertini a tutti i tecnici e collaboratori – abbiamo lavorato con dedizione per garantire qualità, supporto e tutto ciò che serve agli espositori e alla Regione. Il Vinitaly è una vetrina strategica e la Calabria merita di essere rappresentata al meglio”. È una dichiarazione che restituisce la dimensione concreta di un ente che non si limita a patrocinare o accompagnare formalmente, ma che costruisce condizioni reali di competitività, mettendo a sistema competenze, relazioni e organizzazione.
Ed è proprio questa capacità di “fare squadra” uno degli elementi più significativi della nuova fase calabrese: istituzioni, enti strumentali, imprese e professionisti che, pur con ruoli diversi, convergono su un obiettivo comune. Far sì che il vino calabrese non sia più una nicchia da scoprire, ma una presenza riconosciuta e autorevole.
Un Vinitaly che comincia in città: Piazza dei Signori e “Calabria in Wine”
La presenza calabrese al Vinitaly non si esaurirà negli spazi fieristici. Il programma partirà già dal 10 aprile a Piazza dei Signori, nel cuore di Verona, con “Vinitaly and the City”, il format diffuso che trasforma la città in un grande palcoscenico del vino e dei territori.
Qui la Calabria porterà la sua identità in una dimensione popolare, aperta, spettacolare, con una narrazione che intreccia degustazioni, promozione e intrattenimento. A rendere ancora più forte il richiamo ci sarà la partecipazione di Ema Stokholma, in un evento pensato per portare la “Calabria Straordinaria” nel cuore simbolico della città.
Una scelta che conferma quanto la strategia regionale punti non soltanto agli operatori e ai buyer, ma anche alla costruzione di immaginario, alla capacità di rendere il vino calabrese riconoscibile anche sul piano emotivo e comunicativo.
Dal 12 al 15 aprile a Veronafiere: il Padiglione 12 come vetrina strategica
Il cuore dell’evento sarà naturalmente quello fieristico. Dal 12 al 15 aprile, a Veronafiere, la Calabria sarà presente con accesso dall’ingresso Re Teodorico, al Padiglione 12, dove si concentrerà una delle più grandi operazioni di promozione territoriale mai costruite dalla regione per il comparto. Qui si misurerà la qualità del lavoro svolto. Qui le aziende avranno la possibilità di incontrare buyer, distributori, giornalisti, operatori internazionali e addetti ai lavori. Qui si giocherà una partita fondamentale: trasformare il racconto in relazioni commerciali, il prestigio in opportunità, la visibilità in crescita concreta.
Perché il Vinitaly, per la Calabria, non è soltanto una passerella. È una piattaforma di mercato.
Inaugurazione con Occhiuto e i vertici della Regione
Ad aprire ufficialmente il palinsesto sarà un momento istituzionale di alto profilo, che vedrà la presenza del presidente della Regione Roberto Occhiuto, del vicepresidente Filippo Mancuso e degli assessori regionali Gianluca Gallo, Giovanni Calabrese, Eulalia Micheli e Antonio Montuoro. A moderare l’inaugurazione sarà Massimiliano Ossini, volto amatissimo del piccolo schermo e conduttore di UnoMattina su Rai1. Una scelta che conferma la volontà di dare all’appuntamento una dimensione non solo istituzionale, ma anche fortemente mediatica e comunicativa.
Un segnale chiaro: il vino, oggi, è percepito come uno dei fronti più dinamici e strategici attraverso cui la Calabria può raccontare se stessa e rafforzare la propria reputazione.
Ospiti di richiamo nazionale: da Peppone Calabrese a Francesco Mazzei
Il palinsesto si annuncia particolarmente ricco e capace di intercettare pubblici diversi, con la presenza di nomi noti del panorama televisivo e gastronomico nazionale. Tra gli ospiti più attesi figurano Peppone Calabrese, popolare conduttore di Linea Verde su Rai1, e lo chef Francesco Mazzei, da sempre interprete di una cucina che sa tenere insieme identità, territorio e linguaggio contemporaneo. Presenze che rafforzano la cifra dell’intera operazione: il vino non viene raccontato come prodotto isolato, ma come parte di un ecosistema fatto di cucina, paesaggio, turismo, cultura e racconto nazionale. È questo il salto di qualità che la Calabria sembra voler compiere in modo sempre più deciso.
Da Sibari a Reggio, fino a Cirò: il vino come rete di eventi e territorio
Non mancherà uno spazio dedicato anche alla presentazione di appuntamenti ormai consolidati e considerati strategici per la promozione enoturistica e territoriale della regione. In primo piano “Vinitaly and the City – Calabria in Wine”, con focus su Sibari e Reggio Calabria, e poi il richiamo al Merano WineFestival a Cirò, diventato nel tempo un evento di grande richiamo e uno dei simboli della crescente centralità del territorio cirotano nella geografia del vino italiano.
Questi appuntamenti raccontano un’altra verità spesso sottovalutata: il Vinitaly, per la Calabria, non è solo una fiera da vivere a Verona. È il perno di una strategia più ampia che punta a portare il vino in Calabria e la Calabria nel vino, facendo degli eventi una leva di attrazione, destagionalizzazione e promozione integrata.
Non solo vino: una festa dell’identità calabrese
La partecipazione al Vinitaly 2026, in definitiva, appare come molto più di una presenza espositiva. È un messaggio politico, economico e culturale. È il segno di una regione che ha scelto di investire sul proprio capitale identitario e di farne uno strumento di sviluppo. Il vino, in questa narrazione, diventa ambasciatore di una Calabria che vuole essere percepita in modo diverso: non più marginale, non più residuale, non più legata soltanto a stereotipi o ritardi, ma capace di competere, affascinare, convincere.
E se il palinsesto si annuncia come una vera festa, con ospiti, musica, degustazioni e grandi eventi, il significato profondo resta uno: la Calabria del vino è entrata in una nuova fase. Una fase in cui la qualità non basta più a essere custodita; va mostrata, raccontata, difesa e portata nei luoghi in cui si decide il mercato.
A Verona, ancora una volta, la Calabria proverà a farlo con orgoglio e con ambizione. E stavolta con una consapevolezza in più: non sta inseguendo un riconoscimento. Sta cercando di consolidarlo.


