Vito Michele Regio contro i sindaci del Vibonese: ipocriti, avete avuto paura di sostenere gli agricoltori

Il consigliere comunale di opposizione a Serra San Bruno attacca i primi cittadini del territorio: non siete stati a fianco delle persone nei momenti critici, ora la solidarietà da poltrona non serve a nessuno

Esplode la polemica politica nel Vibonese a seguito delle proteste che hanno visto protagonisti agricoltori e autotrasportatori. A sferrare un duro attacco contro i primi cittadini del territorio è Vito Michele Regio, consigliere comunale di opposizione a Serra San Bruno, che contesta apertamente l’operato dei sindaci durante i giorni più caldi della mobilitazione: “Quando c’era da metterci la faccia avete avuto paura: ora la solidarietà da poltrona non serve a nessuno. Mentre i lavoratori, gli autotrasportatori e gli agricoltori del Vibonese sfidavano il freddo e difendevano il pane per le proprie famiglie, i nostri sindaci dove si nascondevano? Oggi, a blocchi smantellati e a riflettori spenti, i primi cittadini rispolverano la carta intestata per inviare letterine a Roma e a Catanzaro. Una mossa comoda, tardiva e sfrontata. Ma la verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti: avete avuto paura”.

L’ordine pubblico e la mancata difesa dei lavoratori

Nel suo intervento, l’esponente di opposizione censura duramente l’atteggiamento tenuto dalle istituzioni locali di fronte alle direttive di pubblica sicurezza e alla gestione delle piazze: “Invece di assumere il ruolo che la Costituzione vi assegna — quello di primi difensori della vostra gente — avete preferito la ritirata strategica. Avete tremato davanti ai diktat della Questura e agli alert sull’ordine pubblico, terrorizzati dall’idea di scendere in strada a fianco dei vostri cittadini. Quando le istituzioni di polizia paventavano lo spettro dei ‘presidi opachi’ e delle infiltrazioni criminali, gettando un’ombra infamante su padri di famiglia disperati, nessuno di voi ha avuto il coraggio di alzare la testa. Nessuno si è preso la responsabilità di garantire per la dignità e l’onestà dei propri concittadini. Avete preferito tacere, lasciando che la gente per bene venisse delegittimata e lasciata sola di fronte alla repressione e al sospetto”.

Le critiche alle passerelle mediatiche e alla solidarietà tardiva

Infine, Regio punta il dito contro quelle che definisce passerelle d’immagine, accusando la politica locale di non aver messo in campo risposte concrete: “Ci ricordiamo bene la solita commedia: la comparsa di rito all’inizio della mobilitazione, lo scatto fotografico con la fascia tricolore ben in vista, la stretta di mano di circostanza e poi la fuga a gambe levate nei palazzi appena la tensione si è alzata. La presenza dei sindaci ai presidi è stata una pura operazione di facciata, un sorsetto di visibilità mediatica senza alcuna sostanza. Non avete mosso un dito per convocare un consiglio comunale aperto ai presidi, non avete alzato la voce con il Prefetto quando serviva, non avete offerto alcuno scudo politico a chi stava bloccando la propria vita per disperazione economica. Firmare un appello adesso, quando il traffico è ripartito e il rischio di scontrarsi con la Questura o con i vertici di governo è azzerato, non è un atto di coraggio: è un’offesa all’intelligenza di chi ha protestato. I cittadini del Vibonese hanno visto chiaramente da che parte stavate quando la piazza bruciava: dalla parte della comodità, della cautela e della paura. Tenetevi le vostre lettere d’intento e i vostri comunicati stampa a mente fredda. Il popolo ha capito chi ci mette la faccia quando la battaglia è dura e chi, invece, si ripresenta solo a tavola sparecchiata”.

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