La Calabria entra nella fase operativa delle politiche per la famiglia. Ieri pomeriggio (26 gennaio) nella Cittadella regionale di Catanzaro, l’assessore al Welfare Pasqualina Straface ha firmato le convenzioni con i rappresentanti legali dei 15 Ambiti Territoriali Sociali individuati per l’attuazione degli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia, annualità 2024.
L’intesa sblocca risorse complessive pari a 1.179.556,85 euro, destinate a rafforzare i Centri per la Famiglia come presìdi di prossimità, prevenzione e accompagnamento sociale. A ciascun Ambito sono assegnati circa 79 mila euro, con l’obiettivo dichiarato di superare una gestione emergenziale del welfare e costruire un modello strutturato e programmato.
Le risorse e i territori coinvolti
I fondi saranno ripartiti tra gli Ambiti di Acri, Cariati, Caulonia, Cirò Marina, Locri, Melito Porto Salvo, Polistena, Reggio Calabria, Rende, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli, Trebisacce, Vibo Valentia e Villa San Giovanni. La selezione è avvenuta attraverso una procedura pubblica, basata sulla coerenza con il Piano operativo regionale, sulla qualità tecnica dei progetti e sulla capacità di generare un impatto concreto e verificabile sui bisogni delle famiglie.
Un cambio di impostazione
Nel suo intervento, Straface ha rivendicato il carattere strutturale del Fondo, definendolo una “leva strategica” per rafforzare stabilmente il sistema regionale dei servizi alla famiglia. Non una semplice distribuzione di risorse, ma una scelta di metodo: obiettivi chiari, cronoprogrammi definiti, responsabilità esplicite e monitoraggio dei risultati.
“Stiamo imprimendo una direzione precisa al welfare calabrese – ha spiegato l’assessore – fondata su prevenzione, prossimità, qualità della spesa e corresponsabilità istituzionale”. Una linea che, ha annunciato, avrà continuità: le risorse per il nuovo avviso sono già disponibili.
Le aree di intervento
I progetti finanziati si concentrano su tre assi principali: alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, per contrastare i rischi legati all’uso inconsapevole delle tecnologie; prevenzione delle dipendenze, con azioni rivolte alle famiglie e al rafforzamento delle competenze genitoriali; potenziamento dei Centri per la Famiglia, anche attraverso iniziative sull’invecchiamento attivo e sulla solidarietà intergenerazionale.
I Centri come infrastrutture sociali
“Non semplici sportelli, ma vere infrastrutture sociali del territorio”: così Straface ha definito i Centri per la Famiglia, chiamati a intercettare fragilità, costruire comunità e promuovere benessere. La firma delle convenzioni, ha aggiunto, rappresenta un patto tra Regione e territori fondato sulla qualità della spesa pubblica e sulla responsabilità condivisa.
Le attività prenderanno avvio nelle prossime settimane, avranno una durata di 12 mesi e dovranno partire entro 30 giorni dalla repertoriazione delle convenzioni. Per la Regione, l’obiettivo è chiaro: passare rapidamente dalle carte agli interventi, portando nei territori servizi concreti e misurabili.


