730, da oggi si può inviare la precompilata: ecco come ottenere i rimborsi a luglio

Scatta la fase dell'invio delle dichiarazioni precompilate: per chi ha "fretta" di vedere i rimborsi, c'è un termine da rispettare
730

Da oggi è possibile inviare all’Agenzia delle entrate la dichiarazione dei redditi precompilata. I contribuenti possono inviare il modello senza intervenire sui dati che trovano già inseriti dall’Agenzia delle Entrate, oppure apportare correzioni o integrazioni, per inserire magari qualche spesa non tracciata e quindi conteggiata. Le correzioni, però, potrebbero portare a un controllo da parte dell’Agenzia delle entrate, che riguarderà esclusivamente quelle voci modificate e non i dati già caricati dal Fisco. Per chi invece ottiene dei rimborsi dal Fisco, allora possono essere disposti controlli sull’intera dichiarazione e l’agenzia delle entrate può chiedere ai contribuenti di esibire i documenti che comprovino le spese dichiarate.

Cosa fare per avere i rimborsi a luglio

Per chi ha un credito con l’Agenzia delle entrate e aspetta dei rimborsi, conviene affrettarsi: se la dichiarazione si invia entro il 31 di maggio, i rimborsi arriveranno già nella busta paga di luglio. Il termine ultimo di presentazione del 730 è fissato al 30 settembre. Quindi, per chi non ha fretta di avere indietro i rimborsi, ci sono più di quattro mesi di tempo per occuparsi della dichiarazione dei redditi.

Le novità

Anche per chi è abituato a compilare il 730 precompilato, ci sono alcune novità a cui fare attenzione. Come il fatto che nel modello 730/2026, la detrazione delle spese scolastiche (che resta nell’ordine del 19) è alzato a 1.000 euro (prima 800 euro) per alunno.

Quando scattano in ogni caso le verifiche

Le dichiarazioni da cui emerge un credito superiore a 4mila euro sono sottoposte obbligatoriamente a verifiche approfondite, indipendentemente dal fatto che siano state corrette o meno. La normativa stabilisce anche tempi precisi: i controlli devono essere conclusi entro quattro mesi dalla scadenza prevista per l’invio della dichiarazione. In queste situazioni, l’Agenzia delle Entrate può domandare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute, comprese le fatture dei lavori edilizi (meglio quindi tenere tutto), anche se dispone già dei dati dei bonifici effettuati. (Agenzia Dire – www.dire.it)

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