La vicenda dell’ex ristorante La Nave, in bilico tra abusivismo e legalità

La struttura realizzata ben 67 anni fa ora potrebbe essere abbattuta. La demolizione è stata fissata per il 12 marzo ma i napitini sono divisi

È pronto a salpare per il suo ultimo viaggio l’ex ristorante La Nave, il locale che ha avviato i motori nel 1956, lavorando ininterrottamente sino al 2017; anno in cui furono apposti i sigilli a cura della Guardia costiera e dell’ufficio locale marittimo (Locamare). Dopo la “resistenza” del titolare, a furia di carte bollate e tribunali, il Consiglio di Stato ha dato ragione ai militari e al Comune, prevedendo l’abbattimento dell’opera.
Il 22 febbraio 2017, ricordiamo, al proprietario era stata contestata la realizzazione dell’opera sul suolo demaniale marittimo, perché senza la necessaria concessione demaniale nonché le autorizzazioni previste in materia urbanistica. Ora la vicenda è finita in un imbuto, dal quale sembra oramai impossibile venirne fuori, giacché la Procura della Repubblica ha fissato per il 12 marzo la sua demolizione. Da sempre allineati, facendo fronte comune, l’Ente napitino, ora rappresentato dal sindaco Sergio Pititto, la Capitaneria di porto guidata dal comandante Luigi Spalluto, e la Guardia costiera napitina, agli ordini del comandante Giuseppe Francolino.

La notizia ha invece creato una spaccatura nella locale popolazione tra chi è convinto che sia l’epilogo esemplare per dire basta all’abusivismo <<e dare un’impronta nuova, nell’alveo della liceità>>, e tra chi invece ritiene che l’imminente abbattimento non rappresenti lo stendardo della legalità <<ma piuttosto – asseriscono diversi napitini – la testimonianza che la giustizia amministrativa e penale in Calabria siano ad orologeria. Se così non fosse avrebbero dovuto radere al suolo la zona Pennello a Vibo Marina e tutte le ville e i lidi che hanno edificato sulla sabbia (bene demaniale e non certo proprietà privata)>>.

Sostanzialmente il “caso” dell’ex ristorante è risucchiato da centinaia di abusi che per molti continueranno ad essere impuniti. Per cercare di “impedire” l’abbattimento è stata altresì sottoscritta una petizione popolare, il cui promotore è Francesco Scuticchio, al fine di risparmiare la struttura e di convertirla a sede degli ex marinai e marittimi napitini. Il locale a forma di nave viene oggi riconosciuto quale icona storica del suggestivo angolo nei pressi della Marina di Pizzo e, a carattere sentimentale, fa vibrare le corde del cuore… Non sempre “finché la barca va, lasciala andare…” ma almeno si spera che da questo epilogo possa essere scritta una nuova storia. 

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