La pioniera della chirurgia robotica torna in Calabria per combattere il tumore ai polmoni

La professoressa Franca Melfi mette la sua esperienza al servizio di chi ne ha più bisogno. E lo fa con un robot al fianco, ma con il cuore sempre in prima linea

Ci sono scelte che cambiano il destino. Per Franca Melfi, originaria di Oriolo, piccolo borgo calabrese, il destino sembrava segnato da una vocazione chiara: curare, innovare, spingersi oltre. Da giovane studentessa di Medicina, il suo talento l’ha portata lontano, fino a Pisa, dove ha costruito una carriera straordinaria. Ed è lì che, nel 2001, ha scritto una pagina di storia: la prima al mondo a rimuovere un tumore al polmone con la chirurgia robotica.

Ma si sa, il cuore ha un richiamo potente. E così, dopo decenni di successi e riconoscimenti internazionali, la professoressa Melfi ha fatto una scelta che pochi fanno: tornare. Ha deciso di riportare in Calabria quello che ha imparato, di dare una possibilità in più a chi fino a oggi doveva spostarsi per ricevere cure all’avanguardia.

Ma si sa, il cuore ha un richiamo potente. E così, dopo decenni di successi e riconoscimenti internazionali, la professoressa Melfi ha fatto una scelta che pochi fanno: tornare. Ha deciso di riportare in Calabria quello che ha imparato, di dare una possibilità in più a chi fino a oggi doveva spostarsi per ricevere cure all’avanguardia.

Una rivoluzione in sala operatoria

Oggi, nella sua Calabria, Melfi non porta solo conoscenza, ma una vera rivoluzione. La chirurgia robotica permette di operare con precisione millimetrica, riducendo i rischi, il dolore e i tempi di recupero. Per i pazienti oncologici, questo significa più speranza, più qualità della vita.

All’ospedale Annunziata di Cosenza, dove opererà, le sue mani esperte guideranno un robot per combattere il tumore ai polmoni, una delle malattie più aggressive. Ma non si fermerà lì: la sua missione è anche formare giovani medici, trasmettere conoscenza, creare un futuro in cui la Calabria non sia più solo un luogo da cui partire, ma un punto di riferimento per la sanità.

“Restituire qualcosa alla mia terra”

“Ho sentito il bisogno di restituire qualcosa alla mia terra” – ha detto la professoressa Melfi in una recente intervista. Non è solo una questione professionale, è qualcosa di più profondo. È il desiderio di fare la differenza dove più conta.

Il suo arrivo all’Università della Calabria, dove sarà docente nel corso di Medicina e Tecnologie Digitali, è un segnale di cambiamento. È la dimostrazione che l’eccellenza può esistere anche qui, che il futuro della sanità calabrese può essere scritto da chi ha deciso di credere in questa terra.

Una speranza per la Calabria

Franca Melfi non è solo una luminare della medicina, è la prova vivente che si può partire e poi tornare, per costruire, per restituire, per cambiare le cose. La sua storia è quella di una Calabria che non si arrende, che crede nelle sue potenzialità e che può offrire ai suoi cittadini cure d’eccellenza senza dover fuggire altrove.

Forse non è solo un ritorno. Forse è un nuovo inizio.

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