Mozione di sfiducia al sindaco di Nicotera, la questione viene accantonata

I leader dell'opposizione assenti. Marasco e la maggioranza gongolano e vanno avanti: noi non siamo mai scappati

 Nell’immaginario collettivo doveva essere un consiglio comunale all’arma bianca, con l’opposizione preparata a fare a pezzi il sindaco e la sua maggioranza. Succede, invece, che la mozione di sfiducia al primo cittadino non è neppure all’ordine del giorno e, cosa ancora più sconcertante, ancora una volta i banchi dell’opposizione rimangono tristemente vuoti subito dopo l’inizio dei lavori.

 Tra le file di “Movi@vento”, assenti il leader Antonio D’Agostino e il consigliere Salvatore Pagano, tocca alla  consigliera Maria Buccafusca l’ingrato compito di motivare la mancata presenza dei due componenti del suo gruppo. Poche parole per spiegare che D’Agostino era fuori sede per pregressi impegni di cui non s’era voluto  tener conto e che Pagano era assente per motivi di salute. Protesta anche perché <questa maggioranza ha sempre calpestato il diritto della minoranza di essere attivamente partecipe alla soluzione dei problemi>. Insiste anche sul mancato rispetto dello Statuto che prevede il “bilancio partecipato” a dispetto di quanto, invece, è avvenuto.  Poi, raccoglie le sue carte e s’allontana.

Per la Lega, assente il capogruppo Antonio Macrì, prova a leggere un documento il consigliere Andrea Albanese. Al proferir delle prime battute dedicate al caso delle disavventure edilizie del sindaco Marasco, viene, però, stoppato perché l’argomento non è all’ordine del giorno. Il consigliere, piccato, lascia l’aula assieme al suo collega Carmelo Staropoli.  

Aula, quindi, semivuota con la maggioranza che, senza scomporsi, affronta, discute e approva, all’unanimità e in meno di un’ora, i 14 punti all’odg alcuni dei quali (bilancio di previsione, piano opere pubbliche, ecc.) di rilevante importanza. Il sindaco Marasco non perde l’occasione, naturalmente, per infierire sull’opposizione a suo dire incapace di portare un minimo contributo alla soluzione dei problemi della collettività.

 Ogni volta viene chiesta la convocazione del Consiglio, ma le cartelle dei punti proposti restano sempre desolatamente vuote. Marasco coglie l’occasione anche per affermare, senza timore di poter essere smentito,  che <io non sono mai scappato anche perché la mia questione non incide sul mio mandato che continuo a svolgere in maniera piena e che porterò avanti nell’esclusivo interesse dei cittadini>. 

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