Elezioni e gestione della sanità vibonese: la memoria corta della politica

Sul "caso Piscitelli" nessuno parlò quando sarebbe stato necessario; oggi, in piena campagna elettorale, arrivano domande e indignazioni tardive che rischiano di tradursi in mera strumentalizzazione

La vicenda della rimozione del prefetto Vittorio Piscitelli dalla guida della commissione straordinaria dell’Asp di Vibo Valentia è la fotografia plastica di come la politica affronta i nodi più delicati: con il silenzio quando servirebbe il coraggio, con le parole quando conviene lo sfruttamento elettorale. Nessun politico, all’epoca dei fatti, ha ritenuto opportuno alzare la voce per chiedere spiegazioni. Nessuno ha preteso chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla sostituzione di un funzionario inviato dal ministero per blindare la sanità vibonese da interessi opachi.

Il caso Piscitelli

Oggi, in piena campagna elettorale, il “caso Piscitelli” diventa improvvisamente materia di denuncia. La consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni, chiede quali inadempienze siano state contestate all’ex prefetto e perché la rimozione abbia riguardato soltanto lui. Domande legittime, ma che arrivano con mesi di ritardo, quando ormai il silenzio della politica si era già fatto complice.

Indignazione tardiva

La tardiva indignazione rischia così di apparire più come una mossa tattica che come una battaglia di verità. La sanità di Vibo, logorata da anni di clientelismi, commissariamenti e cattiva gestione, avrebbe avuto bisogno di voci libere e coraggiose subito, non a ridosso del voto.

Perché la politica ha taciuto?

La domanda vera non è più solo perché Piscitelli sia stato mandato via, ma perché la politica abbia deciso di tacere allora e di parlare solo oggi. Perché i cittadini vibonesi meritano risposte, ma soprattutto meritano una classe dirigente capace di difendere la trasparenza sempre, non a corrente alternata.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

L’appello dello storico e promotore del nome Porto Santa Venere: “Senza rappresentanza diretta nell’Autorità Portuale, Vibo rischia di subire scelte prese altrove”
Il gruppo “Insieme per Tropea” sollecita l’Ufficio Tecnico: “L’atto è al Comune dal 25 maggio, i ritardi sono ingiustificabili. La burocrazia non si fermi in attesa della nuova Giunta”. Frecciata sui meriti dell’iter: “Nessuno speculi su una procedura istituzionale”
Il consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente: “Continuare a indebolire la sanità territoriale significa allontanare il diritto alla salute dalle comunità”

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792