Infrastrutture senza fondamenta, in Calabria le grandi opere rischiano di restare sulla carta

Secondo la Fillea Cgil Calabria, l’avvio dei cantieri è minacciato da un nodo irrisolto: mancano cave autorizzate, materie prime e procedure rapide. L’allarme del segretario Simone Celebre

“Si fa presto a dire grandi opere ma in Calabria, oggi, mancano cave, materie prime e semplificazione amministrativa”. A lanciare l’allarme è Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, in vista dell’apertura dei nuovi cantieri infrastrutturali che nei prossimi mesi interesseranno la Regione. 

Condizioni materiali assenti

“I progetti sono pronti e le risorse stanziate – prosegue – eppure mancano spesso le condizioni materiali per avviarli e completarli nei tempi previsti. Le cave attualmente autorizzate sono numericamente e logisticamente insufficienti a coprire il fabbisogno di materie prime necessario per la realizzazione delle opere strategiche già finanziate. La Calabria possiede potenzialità naturali importanti, ma è anche un territorio complesso, segnato da una forte eterogeneità ambientale e da numerosi vincoli che limitano drasticamente l’individuazione di nuove aree estrattive”.

“Proprio per questo – sottolinea Celebre – le aree idonee e non soggette a vincoli devono essere considerate strategiche per lo sviluppo regionale. Non possiamo permetterci di trattarle come semplici pratiche amministrative”. A queste criticità si aggiungono, secondo Fillea Cgil Calabria, “i cronici ritardi della macchina burocratica e la carenza di competenze tecniche in molti enti locali. Tali lacune allungano i tempi di gestione, scoraggiano gli investimenti e complicano la programmazione delle imprese”. 

Pericolo

Il rischio concreto è, per il sindacato, “che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi fuori regione. Uno scenario insostenibile perché comporterebbe un aumento considerevole dei costi, con ricadute dirette sia sulle aziende che sui cittadini. Inoltre priverebbe la Calabria di una delle poche occasioni concrete di crescita economica e occupazionale, traducendosi in una perdita di valore, ricchezza e posti di lavoro”.

Celebre si rivolge anche alle associazioni datoriali: “Su questo tema devono mobilitarsi insieme a noi e sollecitare tutte le aziende che si sono aggiudicati i lavori dei tratti della 106 tra Corigliano / Rossano – Coserie, Catanzaro – Crotone e il raddoppio della Galleria Santomarco. La legalità, la trasparenza e la disponibilità delle materie prime sono condizioni essenziali per lo sviluppo e per garantire una concorrenza leale e un’occupazione di qualità”. 

Appello

La Fillea Cgil Calabria chiede quindi “l’apertura urgente di un tavolo regionale che coinvolga la Regione, le imprese, i sindacati e gli enti locali, per affrontare e risolvere un problema che rischia di paralizzare l’intero settore. Parlare di grandi opere senza affrontare il tema delle cave è come progettare una casa senza avere i mattoni”. (Ansa)

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare...

Dirigenti e primi cittadini a confronto nel presidio del Reventino per definire le priorità del 2026. Al centro l’assistenza di prossimità e una rete di servizi più capillare
Un progetto pubblico punta a ridurre i rifiuti attraverso il coinvolgimento diretto dei residenti. Previsti strumenti pratici e agevolazioni economiche per chi decide di aderire
La riunione del civico consesso è in programma il 19 gennaio alle 9. La partecipazione è estesa a cittadini, associazioni, autorità civili, militari e religiose, e alle forze politiche e sindacali

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792