La strage di Crans-Montana ha scosso l’Europa e incrinato certezze che sembravano granitiche. Il grave episodio avvenuto nella notte di Capodanno nella rinomata località sciistica del Canton Vallese, in Svizzera, dove un incendio divampato nel locale Constellation ha causato la morte di 41 adolescenti e il ferimento grave di altri 115, ha colpito duramente l’opinione pubblica e la fiducia collettiva.
Un evento drammatico che ha assunto un valore simbolico profondo, soprattutto in un Paese che per anni si è raccontato come modello di efficienza, sicurezza e infrastrutture impeccabili, dove l’errore appariva quasi impossibile. La tragedia del 31 dicembre è diventata, invece, l’emblema più doloroso della necessità di rivedere protocolli e investire seriamente in prevenzione.
Un dibattito che non riguarda soltanto la Svizzera, ma che attraversa l’intera Europa e coinvolge direttamente anche l’Italia. In questo contesto si inserisce l’iniziativa assunta a Vibo Valentia, dove il prefetto Anna Aurora Colosimo ha convocato un tavolo tecnico con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’obiettivo dell’incontro è chiaro: rafforzare le misure di prevenzione e intensificare i controlli nei locali pubblici e nei luoghi di aggregazione, per innalzare i livelli di sicurezza e prevenire il ripetersi di tragedie analoghe. Un’azione che si colloca nel solco di una maggiore attenzione istituzionale alla tutela dell’incolumità pubblica, alla luce di quanto accaduto a Crans-Montana.


