La ‘rottamazione quinquies’, prevista dalla legge di bilancio 2026, consente a cittadini e imprese in arretrato con il pagamento dei tributi locali (Tari, Imu, violazioni del Codice della Strada) di estinguere i propri debiti, maturati tra il 2000 e il 2023, pagando solo la quota capitale e le spese di notifica. Cioè, niente sanzioni e niente interessi di mora, con la possibilità di diluire il pagamento dell’importo dovuto secondo scadenze da concordare, comunque non oltre le 54 rate. Condizioni favorevoli che potrebbero stimolare i cittadini morosi a mettersi in regola.
Il 30 aprile termine ultimo per aderire
Perché tutto questo diventi realtà, i Comuni dovranno aderire — senza alcun obbligo — alla ‘rottamazione quinquies’ entro il prossimo 30 aprile. Tanti Enti ci hanno già pensato, altri hanno deciso di non prendere in considerazione quanto previsto dalla legge di bilancio n. 199/2025, e altri ancora ci stanno valutando. Potrebbe essere questo il caso di Ricadi.
Nella località turistica, a sollevare il problema è l’avv. Domenico Tomaselli, consigliere di maggioranza sempre attento ai bisogni della cittadinanza e delle fasce più deboli. Con un documento già protocollato e indirizzato a sindaco, Giunta e uffici competenti, auspica “una rapida calendarizzazione della proposta nelle commissioni competenti e in consiglio comunale, per trasformare questa opportunità in realtà operativa nel minor tempo possibile”.
Vantaggi per Ente e contribuenti
In sintesi, il consigliere Tomaselli propone: l’abbattimento dei costi accessori, con esclusione di sanzioni e interessi per chi aderisce alla regolarizzazione; la copertura di tributi come Imu e Tari anche in presenza di accertamenti o contenziosi pendenti; la possibilità di pagamenti rateizzati per facilitare l’adempimento spontaneo.
L’adesione alla ‘rottamazione quinquies’, inoltre, dovrebbe migliorare l’efficienza amministrativa, ridurre il contenzioso legale e incrementare la liquidità dell’Ente, nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio.
Tomaselli ottimista
“L’amministrazione — sottolinea il consigliere Tomaselli — ha già adottato in passato strumenti simili, ma ora il regolamento precedente va armonizzato e allineato ai vantaggi della nuova normativa nazionale. Dobbiamo attuare una ‘rottamazione quinquies’ locale più completa e vantaggiosa per la cittadinanza, trasformando un onere fiscale in un’opportunità di ripartenza per tutti”, conclude.


