Vallelonga, piccolo Comune alle porte delle Serre vibonesi, si risveglia nel pieno di una bufera istituzionale che va ben oltre la recente crisi politica culminata con la fine anticipata dell’amministrazione guidata da Maria Grazia Mazzotta. A soli diciotto mesi dall’insediamento, sei consiglieri – tre di maggioranza e tre di minoranza – hanno staccato la spina all’esperienza amministrativa, mandando tutti a casa. Ma la vera tempesta, quella più pesante, è arrivata adesso. Un report del segretario comunale Francesco Facciolo, responsabile della prevenzione della corruzione, ha scoperchiato una realtà che profuma di mala gestione diffusa, ostruzionismo sistematico e gravi sospetti di illegalità. Un documento che delinea un Comune attraversato da condotte opache e da un clima ostile verso chi tentava di esercitare controlli di legalità.
Un muro contro chi verificava
Nel corso delle attività ispettive svolte nel 2025, Facciolo racconta di essersi trovato davanti a una macchina amministrativa che avrebbe reagito con resistenze continue. Atti non consegnati, ritardi cronici, giustificazioni ritenute pretestuose: dal sovraccarico di lavoro fino a presunti problemi di privacy mai documentati. Un sistema che, secondo il segretario, non solo ha compromesso le verifiche, ma ha creato un contesto lavorativo talmente ostile da incidere sulla sua stessa serenità personale.
Gli alloggi comunali regalati
Tra i casi più gravi emersi figura la gestione di cinque abitazioni comunali in via Cutura. Immobili assegnati nel 2022 con procedure giudicate non pertinenti e oggi occupati senza alcun contratto. Nessun canone, nessuna locazione formale: di fatto, case pubbliche concesse gratuitamente da anni, con un danno erariale evidente per il Comune. Ma il punto più inquietante riguarda i beneficiari: tra loro figurerebbero parenti stretti di amministratori e addirittura due consiglieri comunali in carica, che secondo il report avrebbero anche ostacolato le ispezioni.
Compensi fuori legge e auto-liquidazioni
Il monitoraggio ha portato alla luce anche irregolarità contabili pesantissime. Incentivi tecnici liquidati senza i presupposti di legge, pagamenti disposti direttamente dai funzionari in proprio favore – in palese violazione dell’obbligo di astensione – e indennità di posizione superiori ai limiti contrattuali, senza che fosse mai stata effettuata la necessaria graduazione delle funzioni. Un quadro che parla di una gestione disinvolta del denaro pubblico e di regole trattate come optional. Il clima avvelenato sarebbe esploso anche in Consiglio comunale. Dopo gli esposti presentati da Facciolo alla Procura della Repubblica e all’Anac per presunti comportamenti intimidatori, sarebbe arrivata la proposta di sciogliere la convenzione di segreteria comunale. Una mossa che il segretario interpreta come un chiaro tentativo di farlo fuori per bloccare i controlli.
Boschi, accoglienza e autorizzazioni
Il report accende i riflettori anche su altri settori sensibili: la gestione dei lotti boschivi demaniali — risorsa economica cruciale per un piccolo Comune — i servizi di accoglienza per cittadini stranieri e i procedimenti per nuovi impianti di carburante. In tutti questi ambiti, le verifiche avrebbero incontrato ostacoli continui e resistenze sospette. L’elemento più grave che emerge dall’analisi è la sensazione di trovarsi davanti non a singoli episodi, ma a un disegno unitario e coordinato per impedire la trasparenza amministrativa. Una strategia che ha già portato a segnalazioni agli organi giudiziari e anticorruzione, con il sospetto di dinamiche riconducibili persino alla criminalità organizzata.
Malcostume generalizzato
Vallelonga, ancora una volta, dimostra come il malcostume non sia appannaggio delle grandi città. Anzi, nei piccoli centri può diventare sistema silenzioso, protetto da relazioni familiari, complicità politiche e paura di parlare. Ora la palla passa agli inquirenti. Perché se anche una sola parte di quanto denunciato trovasse conferma, non saremmo davanti a una cattiva amministrazione, ma a un Comune trasformato in terreno di conquista privata. E su questo, il silenzio non è più un’opzione.


