Sanità vibonese “sull’orlo della crisi irreversibile”: Sinistra Italiana/AVS rilancia la proposta di legge per l’emergenza Calabria

Dopo la manifestazione di Tropea, la Federazione provinciale annuncia nuovi sit-in davanti agli ospedali di Vibo e Serra. Nel mirino sedici anni di commissariamento, carenze di personale, reparti a rischio e bandi deserti

Dopo la manifestazione tenutasi presso l’ospedale di Tropea sabato 7 febbraio 2026, Sinistra Italiana/AVS Vibo Valentia prosegue il percorso informativo relativo alla proposta di legge sulla sanità calabrese, annunciando nuove iniziative pubbliche sul territorio provinciale. Nel comunicato diffuso dalla Federazione provinciale, Sinistra Italiana afferma senza mezzi termini: “Basta”. Il partito sostiene che l’attuale situazione della sanità calabrese non sia frutto del caso, ma “di una scelta politica sbagliata, di una cattiva gestione delle risorse finanziarie ed umane, gravate da una totale assenza di programmazione nella gestione della sanità calabrese”.

Un sistema massacrato

Secondo quanto riportato, “non sono bastati sedici anni di commissariamento per far uscire fuori dal guado la sanità calabrese”. Anzi, viene evidenziato come in questi anni il sistema sanitario regionale sia stato “massacrato”, con cittadini che pagano “più IRAP e più ticket sanitari”, ricevendo in cambio “meno servizi e diritti”.

L’ospedale di Serra San Bruno

Particolarmente critica, secondo Sinistra Italiana/AVS, la condizione degli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno, definiti “sull’orlo della crisi irreversibile”. Nel dettaglio, segnalate carenze di personale medico nei reparti di rianimazione, pronto soccorso, dialisi, urologia e nel servizio 118, dove – si legge – “le ambulanze partono senza medico a bordo”. Una situazione che, inevitabilmente, si ripercuote sui servizi sanitari, con la chiusura di interi reparti e apparecchiature diagnostiche, come TAC e risonanza, “sempre guaste”.

Bandi disertati

Nel comunicato si evidenzia inoltre che alcuni medici, pur avendo maturato l’età pensionabile, avevano chiesto di rimanere in servizio, ma la richiesta sarebbe stata negata. Contestualmente, riferito che la Terna commissariale, con propria delibera, ha avviato nuovamente la ricerca di personale medico con contratto libero-professionale e a tempo determinato, prevedendo anche il coinvolgimento di medici in pensione con contratti annuali prorogabili. Sinistra Italiana si interroga sulle ragioni per cui i bandi emanati dall’Asp di Vibo Valentia siano “puntualmente disertati”, attribuendo le cause alla previsione di contratti a tempo determinato, a stipendi ritenuti insufficienti e a condizioni di lavoro definite insostenibili, con carichi eccessivi e turni notturni estenuanti, in particolare nei reparti di pronto soccorso e nel 118.

La proposta

In questo contesto, il partito annuncia di aver elaborato una proposta di legge per chiedere al Governo nazionale una legge speciale che dichiari lo stato di emergenza sanitaria in Calabria, prevedendo lo scorporo del debito sanitario, la fine del piano di rientro, assunzioni a tempo indeterminato di personale sanitario e il rilancio della sanità pubblica. La proposta è portata a conoscenza dei cittadini attraverso una serie di manifestazioni e sit-in davanti agli ospedali calabresi. A conclusione del percorso è prevista, nel mese di marzo 2026, una conferenza stampa a Roma, presso la Camera dei Deputati, con il gruppo parlamentare AVS. 

Prossimi appuntamenti

Le prossime iniziative in provincia di Vibo Valentia si terranno: sabato 14 febbraio 2026, dalle ore 9 alle ore 12, nel piazzale esterno dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia; sabato 21 febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 12, nel piazzale dell’ospedale di Serra San Bruno.

Sinistra Italiana invita cittadini, associazioni sindacali, movimenti civici e stampa a partecipare “per affermare il diritto alla tutela della salute costituzionalmente garantito”. Alle iniziative saranno presenti Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana, e il portavoce di Europa Verde, Giuseppe Campana.

L’ospedale di Tropea
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