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Stalking e violenze sessuali sull’ex compagna, misura cautelare con braccialetto elettronico

L’indagine è scattata dopo la denuncia della donna, che ha consentito ai militari dell’Arma di ricostruire mesi di comportamenti ossessivi

Avrebbe trasformato la fine di una relazione in un incubo fatto di pedinamenti, minacce e violenze. Per questo un uomo di San Ferdinando è stato raggiunto da un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal dott. Emanuele Crescenti, ed eseguita dai Carabinieri della locale Stazione. Le accuse sono pesanti: atti persecutori e violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna.

L’indagine è scattata dopo la denuncia della donna, che ha consentito ai militari dell’Arma di ricostruire mesi di comportamenti ossessivi. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe controllato in modo costante la vita della vittima, seguendola nei suoi spostamenti, presentandosi nei pressi del luogo di lavoro e monitorandone insistentemente i profili social. Una pressione continua, accompagnata da minacce, che avrebbe generato nella donna uno stato di paura persistente, tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini quotidiane.
Il quadro si sarebbe aggravato con ripetuti episodi di violenza sessuale, che l’indagato avrebbe perpetrato nonostante il chiaro dissenso della vittima.

Ritiro di armi e munizioni

Alla luce degli elementi raccolti e del concreto rischio di reiterazione, il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 500 metri. Applicato anche il braccialetto elettronico per garantire il rispetto delle prescrizioni. Nel corso dell’esecuzione del provvedimento, i Carabinieri hanno inoltre proceduto al ritiro cautelativo di armi e munizioni legalmente detenute dall’uomo.  L’intervento si inserisce nell’ambito dell’attività di contrasto alla violenza di genere portata avanti dall’Arma, con particolare attenzione ai casi trattati secondo le procedure del “Codice Rosso”.

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