Non è solo un confronto politico, ma una vera e propria presa di posizione pubblica. Nel dibattito acceso in questi giorni sulla gestione delle casse del Comune di Vibo Valentia, l’Associazione Prospettive Comuni interviene per mettere in discussione la narrazione trionfalistica dell’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo, che parla di “discontinuità” e di un presunto boom nella riscossione dei tributi. Secondo l’associazione, più che un miracolo fiscale, si tratterebbe di un racconto costruito su numeri parziali e su risultati attribuiti impropriamente all’attuale giunta.
Il risanamento non nasce oggi
Nel documento politico diffuso, Prospettive Comuni richiama un dato centrale: il vero punto di svolta per i conti dell’ente risale a gennaio 2023, con la firma del piano di rientro ventennale con il Governo, il cosiddetto “Patto”. Un accordo unico in Italia, che ha consentito al Comune di ottenere già nel 2024 circa 790 mila euro per la copertura dei debiti pregressi, con ulteriori risorse garantite per i prossimi vent’anni. Secondo l’associazione, quel passaggio ha messo in sicurezza la struttura finanziaria dell’ente, grazie a una serie di interventi già avviati: ricostituzione della cassa, certificazione dei debiti, affidamento esterno della riscossione dei tributi tramite gara e recupero delle somme vincolate. Un percorso che – viene ricordato – è stato riconosciuto anche dagli organi di controllo contabile, che hanno preso atto dello sforzo fatto per ridare affidabilità ai documenti finanziari del Comune.
Il nodo IMU e i numeri contestati
Il punto più critico sollevato dall’associazione riguarda però i dati sull’IMU. L’amministrazione ha dichiarato che la riscossione sarebbe passata dal 6,5% del 2023 al 45,5% nel 2024. Percentuali che, per Prospettive Comuni, non trovano riscontro nei conti. I numeri effettivi parlerebbero di circa 300 mila euro incassati su 1,9 milioni previsti nel 2024, pari a una percentuale che si aggira intorno al 16%. Anche includendo gli arretrati, l’incremento complessivo risulterebbe minimo: dall’8,5% contro il 6,4% dell’anno precedente. Dati che, secondo l’associazione, non giustificano toni celebrativi né l’idea di una svolta epocale.
Equità fiscale solo a parole
Nel suo intervento, Prospettive Comuni smonta anche il richiamo all’“equità fiscale”. Le tasse non sono diminuite – e non potranno diminuire finché il Comune resterà in deficit – e parlare di giustizia tributaria rischia di essere fuorviante per i cittadini. A questo si aggiunge la critica alla scelta di impiegare risorse pubbliche per task force e consulenze esterne, nonostante la presenza all’interno dell’ente di dirigenti e funzionari qualificati, spesso impegnati in attività di supporto a Ministeri e Prefetture.
Più propaganda che verità
L’associazione respinge infine l’idea di una passata “paralisi strutturale”. Il risanamento di un ente in difficoltà – viene sottolineato – è un processo lungo e necessario, e molti dei risultati rivendicati oggi sono frutto di un lavoro avviato da tempo, non dell’ultimo anno di amministrazione. Un anno che, secondo Prospettive Comuni, ha visto più raccolto che semina, mentre all’interno del Comune cresce il disagio tra i dipendenti. La presa di posizione è firmata dal direttivo dell’Associazione Prospettive Comuni – Romano Mazza, Salvatore Pronesti, Vincenzo Bruni, Vincenzo De Filippis e Giovanni Russo – che chiede trasparenza, rigore nei numeri e rispetto per la verità dei fatti. Perché, concludono, i cittadini hanno bisogno di dati reali, non di “miracoli” costruiti a tavolino.


