Sicurezza Urbana

Nonostante il calo dei reati, il bisogno di sicurezza resta centrale nella mentalità collettiva. In Calabria il tema si intreccia con paesaggio, presenza mafiosa e qualità dello spazio urbano: l’urbanistica può diventare strumento di prevenzione e libertà.

Cosa si intende

Nonostante che i reati siano in costante diminuzione la sicurezza nella “mentalità collettiva” assume un carattere importante. Si tratta di un attaccamento alla propria terra, come elemento di conoscenza del territorio e degli altri.

Cambiamenti epocali:

L’accentramento della popolazione nelle città ha portato la connessione in rete ad essere un valore imprescindibile fino alla delocalizzazione del luogo di lavoro, “smart working”. Per cui l’ambiente ha assunto un valore primario attaccato dal dissesto idro-geologico imperante in Italia, data la sua conformazione fisica con il paesaggio degradante verso il mare, bellissimo, ma pericoloso.
In relazione a ciò osserviamo l’urbanistica emergenziale e l’aspirazione del cittadino di un quartiere ben curato, indice di sicurezza.

Calabria: sicuri, ma non liberi

In Regione si vive con un errato sentimento collettivo di sicurezza, poiché la criminalità comune quasi non esiste, ma si è circondati dalla mafia che modifica il Paesaggio con i Landmark negativi che sono gli elementi spia della loro presenza: altarini stradali, vacche” vaganti “sacre, commercianti ambulanti stantii, enclavi di alloggi popolari, guardiania e perfino i beni comuni rapinati, come marciapiedi, parchi ecc.

 

Cosa fare:

la prima questione da fare è riportare in auge il “Principio del Guardiano capace”, ovvero come la vecchietta sui gradini di casa conosceva tutto di tutti, l’innovazione amministrativa deve, con l’Information Technology fare ugualmente ed in modo evidente affinché i cittadini si sentano osservati.
Inoltre vi sono altre metodologie, come l’architetto di quartiere per progettare con la partecipazione dei cittadini, rigenerare i quartieri disseminando ovunque l’Urban Art, ovvero disseminare il Paesaggio di segnali positivi.

 

Sicurezza e politica oggi inefficace

Le ultime risultante politiche si basano esclusivamente sulla repressione civile o militare (controllo attivo), poiché questa azione, nel medio periodo, non rassicura la popolazione, anzi accresce il sentimento di accerchiamento. L’Urbanistica, invece, avendone la possibilità, deve dare il suo contributo alla Sicurezza Urbana modificando i luoghi di residenza e incidendo sulla reale condizione di vita dei cittadini (controllo passivo).

 

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