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Il turismo guarda oltre la crisi: da Berlino timori per la guerra ma l’Europa resta al centro

Alla Fiera Internazionale del Turismo operatori e tour operator discutono l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sul mercato dei viaggi. Debora Valente: emerge anche la possibilità che le destinazioni europee possano intercettare nuovi flussi

Da una parte le notizie che arrivano dal Medio Oriente, tra raid, missili intercettati e una tensione internazionale che cresce di giorno in giorno. Dall’altra uno dei luoghi simbolo dell’industria globale dei viaggi: la Fiera Internazionale del Turismo di Berlino, dove operatori e tour operator continuano a confrontarsi per programmare le prossime stagioni.

È qui che si misura lo stato di salute del turismo mondiale. Ed è qui che si percepiscono, insieme, le preoccupazioni e la capacità di adattamento di un settore abituato a convivere con le instabilità internazionali. A raccontare il clima che si respira tra stand e incontri di lavoro è Deborah Valente, ceo di Valentour, tra i tour operator più affermati del settore.

Le prime ripercussioni del conflitto

“Questa fiera ci permette di confrontarci con una platea enorme di operatori europei ed extraeuropei”, racconta Deborah Valente da Berlino. Il conflitto in Medio Oriente ha già prodotto alcuni effetti evidenti. In particolare si registrano cancellazioni tra gli operatori provenienti dall’Asia e dai Paesi arabi. Un intero padiglione dedicato a queste aree del mondo è rimasto in gran parte vuoto. Non solo. Diversi partner europei hanno rinunciato alla partecipazione perché impegnati a gestire il rientro dei clienti o le modifiche ai programmi di viaggio dalle destinazioni più esposte.

Molte rotte turistiche, infatti, prevedono scali negli hub del Golfo, come Dubai o Abu Dhabi, diventati improvvisamente punti sensibili nello scenario internazionale.

Due scenari per il turismo europeo

Tra gli operatori internazionali si confrontano due possibili letture. La prima, più ottimista, ipotizza che l’Europa possa diventare una destinazione privilegiata se alcune mete a lungo raggio venissero percepite come meno sicure. La seconda invita, invece, alla prudenza. Questo è il momento più importante per le prenotazioni e molti viaggiatori potrebbero semplicemente decidere di attendere.

“I clienti – spiega Valente – potrebbero fermarsi per capire come evolverà la situazione. Questo potrebbe tradursi in un rallentamento temporaneo delle prenotazioni”.

Berlino, la fiera dove si costruisce il turismo

Al di là delle tensioni geopolitiche, la fiera di Berlino continua a rappresentare un punto di riferimento per l’intero settore. “Qui riusciamo a fare programmazione sia a breve che a lungo termine – spiega la manager – e soprattutto incontriamo tutti i partner più grandi e più importanti”. È un evento molto tecnico, pensato per chi lavora davvero nell’industria dei viaggi. “È una fiera per addetti ai lavori – sottolinea Deborah Valente – qui le passerelle non interessano a nessuno”. Frecciata che arriva dritta alla Bit di Milano.

Calabria presente e operativa

Tra gli spazi nazionali, anche la Calabria ha avuto una presenza significativa all’interno dell’area Enit. “Lo spazio della Regione era ben individuabile ed è stato molto visitato”, racconta Valente. Alla fiera erano presenti l’assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese e il direttore generale del dipartimento, Roberto Cosentino, insieme ai funzionari della struttura. “Devo dire – aggiunge – che sono stati operativi e presenti durante gli incontri con gli operatori”.

Le prossime settimane decisive

Resta però l’incognita principale: capire quanto la crisi internazionale potrà incidere realmente sui flussi turistici. Gli operatori concordano su un punto: le prossime settimane saranno decisive. “Già dalla prossima settimana – la Ceo di Valentour  capiremo se anche noi registreremo un calo delle prenotazioni oppure se il mercato si riorganizzerà”. Il turismo, ancora una volta, si trova a camminare su un equilibrio sottile tra prudenza e fiducia.

Ma proprio da Berlino arriva un segnale chiaro: nonostante le tensioni internazionali, il settore continua a progettare il futuro.

(Nella foto in alto, Valentour e i colleghi del Gruppo Dertour)

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