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Sanità, alla “Dulbecco” mancano i reagenti: sospesi gli esami ormonali

Una circolare interna gela i pazienti di Catanzaro: diagnostica paralizzata per carenza di materiali base. Il consigliere regionale Enzo Bruno: "Altro che eccellenza"
reagenti

“Nonostante le rassicurazioni del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, nella sua veste di commissario ad acta per la sanità, la situazione quotidiana nelle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi continua a raccontare una realtà molto diversa da quella propagandata come migliore qualità del sistema sanitario regionale. Una realtà fatta di difficoltà organizzative, carenze di materiali e servizi essenziali che, troppo spesso, vengono sospesi o ridotti”. È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.

La comunicazione

“Basta guardare a quanto emerge da una comunicazione interna dell’Azienda ospedaliero-universitaria ‘Renato Dulbecco’ di Catanzaro, che fotografa con chiarezza uno dei problemi più ricorrenti del sistema sanitario regionale: la mancanza di reagenti e materiali indispensabili per effettuare le diagnosi – spiega Bruno –. Il documento informa che, a partire da lunedì 9 marzo 2026, non sarà possibile effettuare numerosi dosaggi ormonali a causa della mancanza di reagenti. Si tratta di analisi fondamentali per la diagnosi e il monitoraggio di diverse patologie: TSH, FT3, FT4, anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti-tireoperossidasi, paratormone, cortisolo, IgE, insulina, peptide C, SHBG, LH, FSH, estradiolo, prolattina, progesterone, testosterone, ormone anti-mulleriano e calcitonina”.

Problemi anche altrove

“In sostanza, una parte significativa della diagnostica endocrinologica non potrà essere garantita fino al ripristino delle forniture. La comunicazione, datata 6 marzo 2026, specifica che il servizio sarà riattivato non appena saranno disponibili i reagenti necessari – spiega ancora Bruno –. È un episodio che, purtroppo, non rappresenta un caso isolato. Nelle aziende sanitarie calabresi medici e operatori sono spesso costretti a fare i conti con problemi analoghi: farmaci che mancano, reagenti esauriti, strumenti diagnostici non disponibili o servizi sospesi temporaneamente. Situazioni che rallentano le diagnosi, costringono i pazienti a rinviare esami o a rivolgersi altrove e aggravano ulteriormente le difficoltà di un sistema sanitario già segnato da carenze di personale e lunghe liste d’attesa”.

“Il punto è proprio questo: mentre a livello istituzionale si continua a parlare di riforme, riorganizzazioni e nuovi modelli gestionali, la quotidianità delle strutture sanitarie resta segnata da problemi elementari di approvvigionamento e organizzazione. E quando mancano persino i reagenti per effettuare esami di laboratorio di routine, diventa evidente quanto sia ancora lunga la strada per garantire ai cittadini calabresi un servizio sanitario pienamente efficiente”, sottolinea il capogruppo di “Tridico Presidente”.

“La vicenda del laboratorio dell’ospedale Dulbecco è dunque solo uno dei tanti segnali di una sanità che continua a vivere in una condizione di emergenza permanente, in cui ogni giorno medici e operatori devono trovare soluzioni improvvisate per garantire prestazioni che dovrebbero essere normali – conclude Bruno –. Una fotografia che contrasta con le rassicurazioni sulla normalizzazione del sistema e che restituisce l’immagine di un sistema sanitario regionale ancora alle prese con fragilità profonde”.

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