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Delocalizzazione dei depositi petroliferi di Vibo Marina: patto tra Ministero, Regione e Comune. Ora la firma della Meridionale Petroli

Definito il documento che avvia il percorso per trasferire gli impianti dall’area portuale verso la zona industriale di Porto Salvo. Previsto un tavolo tecnico interistituzionale, una concessione transitoria e un piano di delocalizzazione che dovrà garantire sicurezza e sviluppo del waterfront

Nero su bianco. E’ pronto  il Protocollo d’intesa che avvia formalmente il percorso di delocalizzazione del deposito costiero di carburanti di Meridionale Petroli di Vibo Marina, uno degli impianti storicamente presenti nella zona ovest del porto cittadino. Il documento, frutto di un confronto istituzionale tra livelli di governo diversi e soggetti pubblici e privati coinvolti, mette insieme Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Calabria, Comune di Vibo Valentia, Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, ARSAI, CORAP e la società Meridionale Petroli Srl.

L’obiettivo dichiarato è trasferire l’attuale deposito di oli minerali e carburanti verso un sito alternativo, individuato in via preliminare nella zona industriale di Porto Salvo, avviando parallelamente la riconversione dell’area portuale oggi occupata dall’impianto. Il documento rappresenta un atto di indirizzo e coordinamento, propedeutico alla stipula di eventuali accordi successivi e alla definizione del piano tecnico di trasferimento.

Un impianto storico in un’area ormai urbanizzata

Nel porto di Vibo Valentia Marina, sin dalla metà degli anni Cinquanta, opera un deposito costiero di oli minerali e carburanti della Meridionale Petroli, con uffici, magazzini, sala pompe e impianti accessori. L’area occupata dal deposito – oltre 26 mila metri quadrati di demanio marittimo – è stata concessa alla società con una concessione rinnovata rilasciata nel 2005.

Nel frattempo, però, il contesto urbano di Vibo Marina è profondamente cambiato: l’impianto oggi si trova a ridosso di stabilimenti balneari e abitazioni, con criticità legate alla viabilità, alla gestione delle emergenze e alla sicurezza. Il deposito rientra inoltre nella disciplina degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, elemento che ha rafforzato nel tempo l’ipotesi di trasferimento. Anche l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha evidenziato l’opportunità della delocalizzazione.

Nel marzo 2025 il Consiglio comunale di Vibo Valentia ha impegnato l’amministrazione a promuovere un percorso concreto per spostare i depositi costieri e riconvertire l’area portuale, garantendo al tempo stesso la tutela dei livelli occupazionali.

Il contenuto del protocollo

Il protocollo formalizza la collaborazione tra le istituzioni e il soggetto privato per definire un percorso condiviso di delocalizzazione. L’ipotesi preliminare prevede lo spostamento dell’impianto nell’area industriale di Porto Salvo, salvo eventuali soluzioni alternative che dovessero emergere dalle verifiche tecniche. Il documento chiarisce però che il protocollo non sostituisce i procedimenti autorizzativi previsti dalla legge e non produce automatismi concessori o urbanistici. Serve invece a coordinare le attività tra le amministrazioni e a preparare gli atti amministrativi necessari.

Parallelamente alla delocalizzazione, il protocollo punta anche alla valorizzazione e riconversione del waterfront portuale che verrebbe liberato dal deposito.

Il ruolo del Ministero e delle istituzioni

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso la Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità guidata da Donato Liguori, avrà il compito di coordinare il tavolo tecnico istituzionale e favorire il raccordo tra i diversi livelli amministrativi. Tra le funzioni del Ministero anche quella di promuovere la definizione del Piano di delocalizzazione e valutare, nell’ambito delle proprie competenze, eventuali strumenti di programmazione negoziata come un accordo di programma.

La Regione Calabria, tramite i dipartimenti competenti in materia ambientale, territoriale e produttiva, si impegna a garantire una gestione coordinata delle autorizzazioni e dei pareri necessari, individuando un referente unico per seguire l’intero iter amministrativo. Il Comune di Vibo Valentia dovrà favorire, nei limiti delle proprie competenze, il percorso di trasferimento e collaborare alla definizione degli aspetti urbanistici e amministrativi.

L’amministrazione comunale si impegna inoltre a attivare e mantenere operativo il tavolo tecnico entro 60 giorni dalla firma del protocollo.

Concessione transitoria e tempi tecnici

L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, presieduta dall’avvocato Paolo Piacenza, ha previsto una soluzione intermedia: una concessione demaniale temporanea e limitata, della durata massima di quattro anni. Questa misura servirà a legittimare l’occupazione dell’area portuale durante la fase di transizione, cioè il periodo necessario alla definizione e realizzazione del trasferimento.

L’istruttoria per l’area industriale di Porto Salvo

Il possibile insediamento nella zona industriale di Porto Salvo dovrà comunque superare una serie di verifiche tecniche. L’ARSAI, Agenzia regionale per lo sviluppo delle aree industriali, ha chiarito di non avere preclusioni a esaminare una eventuale domanda di insediamento della società, ma ha sottolineato che l’autorizzazione dipenderà dagli esiti delle istruttorie tecniche. Analoga posizione è stata espressa dal CORAP, attualmente in fase di liquidazione ma ancora operativo: anche in questo caso non ci sono preclusioni all’esame della domanda, ma l’istruttoria dovrà verificare diversi aspetti, tra cui: l’individuazione dei lotti disponibili; il passaggio delle condotte necessarie al trasporto dei carburanti; le criticità legate alla presenza di materiali altamente infiammabili.

Entrambi gli enti sottolineano che la valutazione sarà lunga e approfondita e che oggi non è possibile prevederne l’esito.

Gli impegni della Meridionale Petroli

La società Meridionale Petroli ha dichiarato nel protocollo la volontà di delocalizzare il deposito dalla zona ovest del porto verso l’area industriale di Porto Salvo o verso altro sito eventualmente individuato. L’azienda si impegna a presentare entro 60 giorni dalla firma del protocollo una proposta di Piano di delocalizzazione, che dovrà includere: analisi di fattibilità tecnico-economica; ipotesi di localizzazione e layout preliminare; stima degli interventi infrastrutturali necessari; cronoprogramma delle attività e  analisi degli impatti ambientali e di sicurezza.

La società dovrà inoltre collaborare con le amministrazioni fornendo tutti i dati tecnici richiesti, mantenere i più elevati standard di sicurezza fino al completamento del trasferimento e garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto.

Il protocollo stabilisce che il trasferimento delle attività costituisce un impegno giuridicamente vincolante per la società, da realizzare entro i termini che saranno fissati nel piano di delocalizzazione.

Tavolo tecnico e monitoraggio

Per seguire l’attuazione dell’accordo sarà istituito un tavolo tecnico permanente, composto da rappresentanti del Ministero, della Regione, del Comune, dell’Autorità portuale, dell’ARSAI, del CORAP e della società.

Il tavolo avrà funzioni di: coordinamento delle attività; monitoraggio dello stato di avanzamento; aggiornamento del cronoprogramma e individuazione di eventuali criticità. Alle riunioni potranno essere invitati anche Prefettura, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Autorità di Bacino e organizzazioni sindacali, soprattutto per gli aspetti legati alla sicurezza e alla tutela occupazionale.

Le dichiarazioni del sindaco Enzo Romeo

Sul completamento della bozza del protocollo è intervenuto il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, che ha annunciato l’invio del documento alla Meridionale Petroli.

“Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un’alternativa concreta”, afferma Romeo. “Il Protocollo d’Intesa che abbiamo inviato alla Meridionale Petroli non è solo un documento tecnico, ma un patto di sviluppo che mette nero su bianco il trasferimento degli impianti nell’area industriale di Porto Salvo”.

Secondo il primo cittadino, l’intesa rappresenta una condizione di vantaggio per l’azienda, costruita insieme agli altri enti per salvaguardare lavoro e produzione. “È una condizione di vantaggio che questa Amministrazione, con il supporto degli enti coinvolti, ha voluto offrire all’azienda per tutelare lavoro e produzione, ma a un patto chiaro: il porto deve tornare ai cittadini”.

Il nodo della concessione

Il tema più delicato resta la durata della concessione demaniale. “La posizione del Comune, sostenuta anche dal Consiglio provinciale e dalle risoluzioni comunali, è netta: no a rinnovi ventennali”, sottolinea Romeo. “Mentre la società punta a ottenere altri 20 anni di permanenza sul waterfront – un vantaggio anacronistico e ormai incompatibile con la sicurezza e lo sviluppo turistico – noi rispondiamo con la concretezza del Protocollo”. La proposta dell’amministrazione è quella di una concessione di transizione, limitata al tempo necessario per avviare e completare il trasferimento. “Proponiamo un periodo breve, di circa 30 mesi, strettamente necessario per l’avvio e il completamento della delocalizzazione. Il progetto di fattibilità resta, come è giusto che sia, a carico del concessionario privato che per decenni ha operato sul territorio”.

Il futuro del porto non può restare fermo

Il sindaco evidenzia anche il ruolo svolto dalle istituzioni sovraordinate nella costruzione del percorso. “L’attivazione del tavolo ministeriale e regionale è stato un atto di disponibilità politica straordinaria. Abbiamo creato un percorso che prima non esisteva, superando ostacoli burocratici per offrire una via d’uscita onorevole e produttiva”.

Infine l’appello alla società: “Ora la Meridionale Petroli deve scegliere: o farsi protagonista del rilancio di Vibo Marina firmando l’intesa, o restare arroccata su una posizione di privilegio che la città non è più disposta a tollerare. Non permetteremo che il futuro del nostro litorale venga ipotecato per altri due decenni”.

Il “modello Vibo”

Per l’amministrazione comunale il percorso avviato rappresenta una nuova modalità di gestione delle politiche portuali. “Il modello Vibo è ormai tracciato: un fronte istituzionale compatto che non accetta più di essere spettatore passivo, ma che rivendica il diritto di pianificare il proprio sviluppo portuale all’insegna della sicurezza, della nautica da diporto e della valorizzazione del territorio”.

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