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Nino De Masi, simbolo di resistenza alla mafia, rivive la sua storia: Io non sono un eroe

Nel corso di un convegno tenutosi a San Ferdinando e organizzato dal Rotary per presentare il libro "Inferi", scritto assieme al giornalista Pietro Comito, l'imprenditore rizziconese ripercorre i quarant'anni di lotta contro la violenza imperante nella Piana di Gioia Tauro

Non chiamatemi eroe, non mi piace. Io sono un uomo normale che ha fatto le sue scelte, non c’è in me nulla di straordinario”. Nino De Masi, imprenditore di Rizziconi oggi alla guida di un’azienda leader mondiale nel campo delle macchine per l’agricoltura con circa trecento dipendenti, per il suo no deciso alla mafia, per tutte le giornate di sofferenza e di dolore affrontate e superate assieme ai familiari andando oltre il rumore delle bombe, oltre il crepitio delle armi, oltre l’odore acre dei capannoni in fiamme, non vuole che gli vengano attribuiti meriti particolari.

Il viaggio nell’inferno

Un calvario il suo che dura da quarant’anni e che, per stemperarne gli effetti, lo porta a calarsi nell’inferno che è stata ed è la sua vita da quasi quindici anni affidata all’occhio vigile degli uomini della sua scorta. Un viaggio negli ‘Inferi’ per liberarsi dalle scorie di violenza che lo tormentano da più lustri, purificarsi e uscire fuori ‘a riveder le stelle’. Trovare, cioè, la salvezza. Ritrovare se stesso. Un viaggio che, recuperando le pagine belle – poche – e le pagine brutte – tante – della sua vita, Nino De Masi, imprenditore di Rizziconi. Lo fa assieme al giornalista e scrittore Pietro Comito che ne raccoglie testimonianze, emozioni, sentimenti, paure, preoccupazioni, speranze. Un’esperienza che sfocia in un libro – ‘Inferi’ – destinato a rimanere a lungo tra i testi più venduti in libreria. Un capolavoro che va a merito di chi racconta la propria vita senza tralasciare nulla, ma anche a merito di chi quelle vicende raccoglie, interpreta e trasferisce su carta, magari dopo tante notti insonni a studiare appunti e atti processuali. Pietro Comito costruisce un impianto narrativo perfetto utilizzando lo stile semplice, scorrevole, efficace, che gli appartiene. Nelle 332 pagine finite all’attenzione di critici e lettori, non ce n’è una superflua, non ci sono sbavature, non ci sono refusi. Significativi e appropriati i richiami letterari (Repaci, Alvaro, Baudelaire, Pasolini,ecc.).

Don Pino De Masi e il ruolo della Chiesa

Leggendo ‘Inferi’ ci si ritrova di fronte ad una sorta di romanzo storico, ambientato, però, non nel passato (come poteva essere con I Promessi Sposi, Guerra e pace, il nome della rosa, ecc), bensì nei giorni nostri. Tutto si incastra alla perfezione, tutto scorre, tutto tocca l’anima. Tutto spaventa e rianima. ‘Inferi’, per un paio d’ore, è stato al centro dell’appuntamento culturale tenutosi nella sala consiliare del comune di San Ferdinando e promosso dal Rotary Club ‘Nicotera-Medma’ presieduto dall’ing. Domenico Nucera, in collaborazione con l’associazione di volontariato ‘Omnia’ di San Ferdinando, il Rotary Club di Polistena, il Distretto Rotary 2102 e il Comune di San Ferdinando. I lavori prendono il via con gli interventi di Domenico Nucera (presidente Rotary ‘Nicotera-Medma’), Francesco Ingegnere (presidente Rotary Polistena), Maria Campisi (presidente ‘Odv Omnia’) e Luca Gaetano, sindaco di San Ferdinando. Poi, ad introdurre l’argomento della serata è don Pino De Masi, referente di ‘Libera’ nella Piana di Gioia Tauro. Parole le sue che tracciano il cammino della Chiesa in un territorio in cui la violenza contro uomini e cose ha lasciato scie di sangue e seminato paura. Il prelato esalta la figura di Nino De Masi, la sua forza d’animo, l’amore per la famiglia e per la sua terra.

Le battaglie contro le ‘mignatte’

Rimane in sintonia anche il sindaco di San Ferdinando Luca Gaetano che rimarca il coraggio dell’imprenditore rizziconese diventato un faro nel buio della Piana. Poi, in cattedra sale lo stesso Nino De Masi. Con dire semplice e determinato, racconta la sua storia fatta di lustri di lotta contro la violenza della criminalità organizzata, ma anche di successi a livello industriale, di battaglie legali contro le ‘mignatte’, cioè contro le sanguisughe che allignano nel sistema bancario e che a più riprese arrivano quasi a soffocare le sue speranze e i suoi progetti. Il pubblico che affolla l’accogliente sala consiliare segue nel massimo silenzio, applaude, si emoziona. Nino De Masi dà fondo a tutti i suoi ricordi, rievoca le sue giornate fatte di paura, si sofferma sullo splendido rapporto con i suoi operai che, caso probabilmente unico in Italia, arrivano a scioperare in difesa del loro datore di lavoro, rivive i sacrifici fatti per non soccombere ad abusi e soprusi della ‘ndrangheta, non trascura il ruolo dello Stato alla fine schieratosi decisamente a sua tutela.

L’autunno delle idee

La voce di Nino De Masi si fa, poi, accorata quando accenna alle sofferenze che le sue scelte comportano per moglie e figli ancora oggi costretti a vivere in una località segreta. Rivive la notte in cui sfiora l’abisso, rivisita le ultime pagine di ‘Inferi’ in cui è possibile leggere e apprezzare il suo testamento che non è fatto di cose materiali, ma di patrimoni valoriali. “Rivendico con fierezza – dice – di essermi opposto al male, di aver assicurato l’impiego onesto a centinaia di lavoratori, di aver creduto nelle nuove generazioni; di aver contribuito meglio che potevo al progresso economico, civile e morale della mia terra, che ho amato più di me stesso”. Arrivato “all’autunno delle idee”, viene fuori tutta la sua umanità, la sua ricchezza d’animo, la grande amarezza per il “tempo ingordo” trascorso nella ricerca delle felicità piuttosto che nel goderla.

Conclusioni

A chiudere, non manca l’appello di don Pino De Masi, che invita a far tesoro dei messaggi positivi offerti dalla storia di Nino De Masi e a giocare un ruolo importante nella lotta al male attraverso le giuste scelte quotidiane. L’incontro si conclude con l’intervento di Giacomo Saccomanno. Da prossimo governatore già designato del Distretto 2102 del Rotary, spazia a tutto campo sui problemi della Calabria, ne evidenzia i tratti salienti e le possibili soluzioni, confida in un futuro libero da condizionamenti. Il pubblico apprezza e accomuna tutti i relatori in un caloroso applauso.

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