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Nicotera, l’ultimo oltraggio al giovane migrante: da sedici giorni il corpo è “dimenticato” in obitorio

La denuncia del movimento Indipendenza: "Manca un loculo per il ventenne morto nell'incidente del 9 marzo. Una vergogna burocratica che offende la dignità umana"
migrante nicotera

C’è una burocrazia che uccide due volte: la prima negando un futuro, la seconda negando persino la terra per la sepoltura. A Nicotera, la vicenda del giovane migrante di vent’anni, deceduto lo scorso 9 marzo in un tragico incidente stradale, sta trasformandosi da dramma della strada a scandalo istituzionale. Il ragazzo, che era ospite del centro d’accoglienza presso l’Hotel “Miragolfo”, si trova da oltre due settimane confinato in una cassa di legno all’interno dell’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia. Stando a quanto riportato da “Zoom.it”, dopo il completamento dell’esame autoptico disposto dalla Procura per chiarire la dinamica del decesso, sulla salma è calato un silenzio inquietante. Nessuna data per i funerali, nessuna destinazione per la sepoltura. Un limbo che ha spinto il movimento politico “Indipendenza” a sollevare il caso, trasformandolo in una dura critica alla gestione amministrativa locale.

L’affondo di Enzo Comerci

Il vice coordinatore provinciale del movimento, Enzo Comerci, ha inviato una nota formale agli amministratori di Nicotera e, per conoscenza, al prefetto di Vibo Valentia. Le parole usate non lasciano spazio a interpretazioni: “Gli amministratori di Palazzo Convento non vedono, non sentono, non fanno. Pare che il Comune non sia in condizione nemmeno di assicurare un loculo o una fossa nel proprio cimitero. Ma non si può lasciare nessuno, neanche un cane, senza sepoltura”. Secondo l’esponente politico, l’incapacità di trovare una sistemazione cimiteriale non può essere una giustificazione accettabile: “Se non c’è posto, si abbia l’umiltà di chiedere ai comuni vicini, ma non si lasci quel povero ragazzo in un magazzino dell’obitorio”.

Un paradosso di umanità

La vicenda assume i contorni di un paradosso atroce: un giovane che aveva attraversato il mare in cerca di dignità si ritrova oggi ridotto a un “peso burocratico” in attesa di smaltimento. Mentre la politica cittadina resta in silenzio e i giorni passano, quel corpo rimane parcheggiato in una stanza d’ospedale, simbolo di una sensibilità istituzionale che sembra essersi smarrita tra le pieghe dei regolamenti.

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