Quanto accaduto nella sede comunale di Vibo Valentia non può essere liquidato come una semplice incomprensione tra sigle sindacali, ma solleva interrogativi sull’autorevolezza e sul ruolo di guida del sindaco Enzo Romeo. È quanto sostiene il gruppo consiliare “Cuore Vibonese”, intervenendo sulla riunione convocata dal primo cittadino sul tema della delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli.
Secondo i consiglieri, è “gravissimo” che, in un tavolo istituzionale su una questione così delicata, si sia consentito che dinamiche di veto tra organizzazioni sindacali prevalessero sul principio del confronto democratico. Nel mirino anche l’esclusione della CISAL Calabria, definita una realtà “presente, radicata e portatrice degli interessi di numerosi lavoratori” nel territorio vibonese. Una scelta che, a loro avviso, avrebbe impoverito il dibattito, non tenendo conto di una parte significativa della comunità.
“Cuore Vibonese” evidenzia come la “scarsa autorevolezza” del sindaco fosse già emersa durante precedenti incontri sulla vicenda Meridionale Petroli, e quanto accaduto rappresenterebbe “l’ennesima conferma” delle criticità denunciate nel tempo.
Una guida debole
Nel documento si sottolinea inoltre il ruolo che un primo cittadino dovrebbe esercitare: garantire pluralismo, rispetto e partecipazione, senza apparire condizionabile o subordinato a pressioni di parte. La mancata imposizione di una linea “chiara e inclusiva” avrebbe invece restituito, secondo il gruppo, l’immagine di una guida debole, incapace di gestire un passaggio istituzionale cruciale per il futuro della città.
La questione dei depositi costieri, si legge ancora, non riguarda appartenenze sindacali, ma temi centrali come la sicurezza dei cittadini, la tutela dei lavoratori e le prospettive economiche e turistiche di Vibo Valentia. Per questo, l’esclusione di una componente dal confronto unitario viene definita un “errore politico grave”.
Infine, i consiglieri chiedono al sindaco di chiarire pubblicamente quanto accaduto e di ristabilire condizioni di confronto “realmente democratiche, inclusive e rispettose” di tutte le rappresentanze coinvolte. Il documento è firmato dal gruppo “Cuore Vibonese” con Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria.


