Abilita Notifiche OK No grazie

Vibo Marina si coccola un porto alla deriva, in Sardegna la nautica prende il largo

Da un servizio del Corriere della Sera emerge il divario tra una regione che investe e una Calabria che resta ferma

C’è una distanza che non si misura in chilometri, ma in visione. Da una parte Sardegna che accelera e costruisce un sistema attorno alla nautica e al turismo di alta gamma. Dall’altra la Calabria (su tutti Vibo Marina) che resta immobile, incapace di trasformare le proprie risorse in sviluppo.

Una distanza che emerge con chiarezza anche dalle analisi riportate dal Corriere della Sera, che ha evidenziato come l’isola stia consolidando un ruolo centrale nel Mediterraneo proprio grazie alla nautica.

Il peso dei numeri

I dati sono eloquenti. Nel solo periodo giugno–settembre 2025, nelle acque del Nord-Est della Sardegna sono stati registrati oltre 3.100 superyacht, con una crescita di quasi il 16% rispetto all’anno precedente. Un numero che rappresenta circa la metà dell’intera flotta di grandi yacht che naviga nel Mediterraneo durante l’estate. Non è solo turismo: è economia strutturata, capace di attrarre investimenti, generare indotto e rafforzare l’export. A questo si aggiunge una strategia precisa: trasformare una presenza stagionale in un sistema stabile. Per farlo, la Sardegna investe anche sulla formazione, con nuovi percorsi universitari legati all’ingegneria nautica e alle tecnologie industriali, creando competenze e professionalità direttamente collegate al settore.

La distanza reale

Il confronto diventa concreto guardando a Vibo Marina. Qui non si gioca la partita dello sviluppo, ma quella della sopravvivenza. Un porto strategico resta bloccato da una convivenza mai risolta tra attività industriali e turismo tra carburanti e ambiente. Gli impianti di Meridionale Petroli continuano a occupare spazi e prospettive, mentre le poche attività turistiche vanno avanti senza slancio. Nessuna svolta, nessuna scelta. L’obiettivo finale per il colosso degli idrocarburi è quello di rimanere in questo luogo dove ha messo radici da 70 anni ancora per un altri venti.

Un modello che non parte

La differenza è tutta nell’approccio. Dove c’è programmazione nascono filiere, dove manca visione resta l’immobilismo. Il territorio vibonese e con esso la Calabria continua a inseguire un’idea ridotta di turismo, senza investire su portualità, servizi e nautica di qualità. Vibo Marina diventa così il simbolo più evidente di questa contraddizione. Un territorio che potrebbe competere ma che non riesce nemmeno a partire. E mentre altrove i numeri certificano la crescita, qui resta solo la misura di un ritardo che continua ad aumentare.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe stato pianificato nell’ambito dei rapporti tra clan locali e cosche dello Ionio cosentino. L’udienza preliminare è fissata per il 3 giugno davanti al gup del tribunale di Catanzaro
Il progetto del compositore Antonio Fresa porta concerti-laboratorio tra carcere e comunità terapeutica, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione, con un percorso su emozioni e benessere
Operazione della guardia costiera con il supporto dei carabinieri. Controlli destinati a proseguire lungo tutto il litorale

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792