La Zes Unica si consolida come uno dei principali strumenti di politica industriale per il Mezzogiorno e punta ora a diventare un modello nazionale. Lo ha ribadito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenendo a Paola, nel Cosentino, al convegno promosso da Confapi Calabria sulle infrastrutture.
Secondo Sbarra, i 10 miliardi di euro stanziati per il periodo 2024–2028 confermano la centralità della Zes Unica come leva per attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo del Sud. Un’esperienza che il Governo intende valorizzare anche oltre i confini meridionali, estendendo alcune semplificazioni amministrative al resto del Paese, senza però intaccare i benefici riservati alle regioni del Sud, come il credito d’imposta e gli incentivi maggiorati per l’occupazione.
Infrastrutture al centro della strategia
Nel suo intervento, Sbarra ha sottolineato come il tema infrastrutturale sia decisivo per lo sviluppo del Mezzogiorno. L’obiettivo è coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza del territorio, affrontando al tempo stesso criticità storiche. “Infrastrutture significa opportunità – ha spiegato – vuol dire colmare divari, sostenere la competitività delle imprese e migliorare la qualità della vita dei cittadini”. Una visione che punta a tradurre i progetti in risultati concreti attraverso un approccio sistemico.
Calabria tra cantieri e sviluppo
Un passaggio specifico è stato dedicato alla Calabria, al centro di diversi interventi strategici: dal completamento della SS 106 al potenziamento dell’alta velocità Salerno–Reggio Calabria, fino ai progetti di riqualificazione urbana e portuale. Nel corso dell’incontro, il sottosegretario ha anche richiamato l’impegno del Governo guidato da Giorgia Meloni nella gestione delle recenti emergenze maltempo che hanno colpito il Sud, evidenziando il ruolo della collaborazione tra istituzioni, protezione civile e cittadini. “Infrastrutture e sviluppo devono andare di pari passo – ha concluso Sbarra – perché il rilancio del Sud non è una scelta territoriale, ma una priorità nazionale”.


