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Vertenza ConTe.it a Lamezia, 95 lavoratori a rischio. “Non sono numeri, ma persone. Servono risposte immediate”

Il Partito Democratico promuove un incontro con sindacati e istituzioni: chiesto un tavolo al Ministero e un Consiglio comunale aperto. Alecci (Pd): "Questione sociale che riguarda l'intero territorio"

Si è svolto presso il circolo del Partito Democratico di Lamezia Terme l’incontro dedicato alla vertenza che coinvolge i lavoratori della sede locale di ConTe.it, a rischio a seguito della decisione dell’azienda di interrompere il rapporto con il Gruppo Distribuzione Italia e trasferire i volumi di attività verso altri outsourcing. Un momento partecipato e intenso, promosso dalla segreteria del circolo Pd, alla presenza dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e di rappresentanti istituzionali locali e regionali.

Aspetto umano e sociale

Ad aprire i lavori è stata Rosamaria Scaramuzzino, che ha sottolineato il valore umano e sociale della vertenza: “Non si tratta solo di lavoro, ma di relazioni, comunità, sacrifici. Molti lavoratori hanno già attraversato crisi, cambi di appalto, fallimenti. Hanno sempre dimostrato responsabilità e capacità di adattamento. Oggi però il rischio è che questa volta non ci sia un dopo”. Scaramuzzino ha inoltre evidenziato come questa crisi si inserisca in una trasformazione più ampia del settore, oggi aggravata anche dall’impatto delle nuove tecnologie, richiedendo un intervento immediato e una riflessione strutturale sul futuro del lavoro.

I vari passaggi della vertenza

Nel corso dell’incontro sono intervenuti, in maniera unitaria, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Gianni Cefalì (Fistel Cisl), Danilo Sivori (Uilcom Uil) e Giovanni Molinaro (Slc Cgil). Le sigle hanno ricostruito i passaggi della vertenza, ricordando come il 25 marzo ConTe.it abbia comunicato la volontà di interrompere la collaborazione con il Gruppo Distribuzione Italia per ragioni di sostenibilità economica. Una decisione che arriva dopo oltre 13 anni di crescita condivisa. È stata formalmente richiesta l’apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sono state avviate le procedure di raffreddamento, ma ad oggi dal Ministero non è ancora arrivata alcuna risposta.

Nel corso del confronto hanno preso la parola anche diversi lavoratori, che hanno ribadito il proprio senso di responsabilità e appartenenza nonostante la situazione di grande difficoltà. Dal dibattito è emerso anche un elemento relativo al modello organizzativo: un rapporto stretto tra committente e attività operative che, secondo quanto discusso, merita un approfondimento attento sotto il profilo delle responsabilità e delle tutele da garantire.

All’incontro hanno partecipato i consiglieri comunali Fabrizio Muraca (capogruppo), Gennarino Masi, Lidia Vescio (recentemente eletta anche in Provincia) e il consigliere regionale Ernesto Alecci. Quest’ultimo ha dichiarato: “La vicenda riguarda un intero territorio e non può essere trattata come una semplice dinamica tra aziende. Porterò la questione in Consiglio regionale con una mozione e mi impegnerò affinché venga attivata anche un’interlocuzione a livello parlamentare”.

La linea concordata

Dal confronto è emersa una linea condivisa di impegno che prevede: la richiesta di convocazione di una commissione o di un Consiglio comunale aperto, proposta da Fabrizio Muraca; iniziative in Consiglio regionale e a livello parlamentare; la valutazione di ulteriori forme di mobilitazione presso la Cittadella regionale e il Ministero.

Il circolo Pd di Lamezia Terme ribadisce che la vertenza riguarda l’intero tessuto economico della città, rivolgendo un appello a ConTe.it affinché apra un confronto serio: “Non sono numeri. Sono persone. E una comunità non può permettersi di restare in silenzio”.

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