Il via libera a “ViboFiorArt 2026” accende un dibattito che va oltre l’evento. La delibera di Giunta n. 112 del 9 aprile 2026 autorizza la manifestazione nel centro cittadino, tra Corso Vittorio Emanuele III e Piazza Martiri d’Ungheria, con patrocinio comunale e concessione di suolo pubblico. Fin qui, una scelta in linea con le politiche di animazione urbana. Ma è sul piano amministrativo che si concentrano le osservazioni più rilevanti.
Promozione sì, ma nel rispetto delle regole
L’obiettivo dichiarato dell’Amministrazione comunale di Vibo Valentia è condivisibile: sostenere commercio e socialità in una fase di difficoltà economica. La stessa delibera richiama la necessità di contrastare la scarsa vitalità dei mercati e di rilanciare il territorio attraverso eventi tematici. Tuttavia, il punto sollevato riguarda il perimetro entro cui queste iniziative devono muoversi. Un atto di indirizzo della Giunta, per sua natura, non può derogare a regolamenti vigenti approvati dal Consiglio comunale. La gerarchia delle fonti amministrative è chiara: i regolamenti restano vincolanti anche di fronte a scelte politiche contingenti.
Il tema del suolo pubblico
Nel caso specifico, l’attenzione si concentra sulla concessione del suolo pubblico. Se tale concessione dovesse avvenire in deroga alle norme regolamentari – ad esempio attraverso esenzioni non previste – si aprirebbe un problema di legittimità dell’azione amministrativa. La promozione economica, infatti, non costituisce di per sé una base giuridica sufficiente per aggirare disposizioni vigenti. È su questo crinale che il dibattito si fa più tecnico ma anche più delicato.
Il ruolo del dirigente
Al centro della questione c’è la funzione dirigenziale. Nell’ordinamento degli enti locali, il dirigente non è un esecutore automatico dell’indirizzo politico, ma il garante della legalità degli atti. Questo significa che, in presenza di indicazioni in contrasto con norme o regolamenti, il dirigente ha non solo la facoltà ma il dovere di non darvi seguito. Una responsabilità che si estende anche al piano contabile: eventuali atti illegittimi possono esporre a rilievi della Corte dei Conti per danno erariale.
Autonomia e responsabilità
Il principio è netto: la politica definisce gli obiettivi, ma la gestione deve restare ancorata alla legge. È un equilibrio fondamentale per il corretto funzionamento della macchina amministrativa. Nel caso di “ViboFiorArt 2026”, il passaggio dagli indirizzi della Giunta agli atti gestionali rappresenta quindi il vero banco di prova. Sarà in quella fase che si misurerà la coerenza tra volontà politica e rispetto delle regole. Nel dibattito emerge anche un tema legato agli incarichi dirigenziali e alla possibile compatibilità tra funzioni diverse all’interno dell’Ente. Si tratta di un profilo che, se approfondito, richiede verifiche puntuali sul piano normativo e organizzativo, e che non incide direttamente sulla validità dell’atto in sé, ma contribuisce ad alimentare il confronto pubblico sulla trasparenza e sull’assetto amministrativo.
Oltre l’evento
“ViboFiorArt 2026” resta, sul piano pratico, un’iniziativa potenzialmente utile per animare il centro cittadino. Ma il caso solleva una questione più ampia: fino a che punto le politiche di rilancio possono spingersi senza entrare in tensione con il quadro normativo?
È una domanda che riguarda non solo questo evento, ma il metodo amministrativo complessivo. Perché il rilancio economico è un obiettivo legittimo, ma la sua efficacia passa inevitabilmente dal rispetto rigoroso delle regole.


