Quindici minuti di tensione al Palazzo municipale di Pizzo, nel Vibonese, dove un uomo di mezza età, in un disperato tentativo di protesta, ha raggiunto una finestra del terzo piano minacciando di gettarsi nel vuoto. L’uomo, residente nel Comune, con alle spalle una situazione di disoccupazione e fragilità sociale, intorno alle 13 di ieri si è inizialmente barricato in uno dei bagni del Comune. La protesta, non l’unica messa in atto nel corso dei mesi, è rapidamente degenerata.
In uno stato di forte agitazione l’uomo si è seduto sul bordo esterno di una finestra del terzo piano, con le gambe che penzolavano nel vuoto, minacciando il suicidio e puntando il dito contro “inerzie amministrative” riguardanti la sistemazione del tetto dell’alloggio popolare nel quale risiede insieme alla sorella.
Il tutto sotto gli occhi dei presenti e dei dipendenti comunali. A evitare il peggio è stato il tempestivo intervento dei carabinieri della Stazione di Pizzo. I militari hanno infatti anteposto il dialogo all’azione di forza. Il maresciallo Marco Failla, comandante della Stazione, ha iniziato ad ascoltare le istanze dell’uomo entrando in confidenza e dialogando con lui per circa 15 minuti. Così facendo è riuscito a convincere l’uomo a desistere e rientrare nella struttura. Una volta messo in salvo, l’uomo è stato preso in cura dai sanitari. L’autorità giudiziaria è stata informata di quanto accaduto e i carabinieri proseguono le indagini per fare piena luce sulla vicenda. (Ansa)


