La vicenda Meridionale Petroli torna al centro del dibattito con un punto preciso: i serbatoi vuoti. All’interno dello stabilimento, alcune grandi cisterne non vengono più utilizzate per ridurre il rischio. Strutture ferme, arrugginite, che continuano però a occupare spazio e a impattare sul territorio. Da qui la richiesta, sempre più forte: smantellarle subito. Un intervento immediato che alleggerirebbe l’area sotto il profilo ambientale e visivo, e che potrebbe restituire spazi utili per viabilità, parcheggi e accesso al mare.
Intanto, la delocalizzazione della Meridionale Petroli resta bloccata tra iter complessi e tempi incerti. E sullo sfondo pesa il piano di sicurezza esterno al vaglio della Prefettura, con il rischio concreto di limitazioni, o addirittura di chiusura, su via Vespucci e sull’accesso alla spiaggia. Una situazione che riporta tutto a una domanda: perché non partire da ciò che si può fare subito?


