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Meridionale Petroli, pressing in aula. Il sindaco si difende e replica: “Ora al tavolo voglio Ammaturo” (video)

Meridionale Petroli, pressing in aula. Il sindaco si difende e replica: “Ora al tavolo voglio Ammaturo” (video)

Interrogazione delle opposizioni e risposta di Romeo: scontro ma anche volontà di trovare soluzioni tempestive su atti e credibilità della delocalizzazione

È uno scontro politico vero (forse anche costruttivo) quello che si consuma in Consiglio comunale a Vibo Valentia sulla delocalizzazione della Meridionale Petroli. Ma soprattutto è il giorno in cui, per la prima volta, il sindaco Enzo Romeo cambia passo e linguaggio, lasciando emergere con chiarezza ciò che finora era rimasto sottotraccia: il rapporto con l’azienda è tutt’altro che lineare.

L’affondo delle opposizioni

A innescare il confronto è l’interrogazione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Antonio Schiavello insieme agli altri gruppi di minoranza. Un atto pesante, costruito su domande puntuali e su un’accusa precisa: la delocalizzazione, così come raccontata dall’amministrazione, non poggia su basi concrete. Nel mirino finiscono l’assenza di impegni vincolanti da parte dell’azienda, i costi senza copertura, la mancanza di aree individuate e il rischio concreto che tutto si traduca in un rinnovo della concessione oltre il 2029. Una linea che punta a smontare quella che viene definita una narrazione politica più che amministrativa. Schiavello elenca punto per punto le criticità: l’assenza di un accordo concreto con Meridionale Petroli, le smentite ufficiali della stessa azienda, la mancanza di un piano industriale e di coperture finanziarie per un investimento stimato in oltre 100 milioni di euro. E poi il passaggio più pesante: senza delocalizzazione entro il 2029, scatterebbe automaticamente il rinnovo della concessione, trasformando quello che viene presentato come un passaggio decisivo in un semplice rinvio burocratico.

Da qui le domande rivolte al sindaco: esiste un atto formale dell’azienda? Dove sono le risorse? Quali aree sono state individuate? E soprattutto, quali garanzie esistono per evitare che tutto si traduca nell’ennesimo rinvio?

La risposta di Romeo: difesa e svolta

Il sindaco risponde rivendicando il lavoro svolto: mesi di interlocuzioni, un protocollo d’intesa che coinvolge ministeri e istituzioni, la costruzione di un percorso che – secondo la sua versione – per la prima volta rende possibile la delocalizzazione. Ma è nel cuore del suo intervento che arriva il passaggio politico più significativo. Romeo, pur senza arretrare sulla bontà del percorso avviato, lascia emergere una lettura molto più critica dell’atteggiamento della Meridionale Petroli. Parla apertamente di una reazione “anomala”, arrivata proprio quando la delocalizzazione ha iniziato a diventare concreta. E soprattutto lascia intendere che l’azienda, fino a questo momento, abbia giocato su più tavoli, senza mai esporsi davvero.

Il “gioco delle tre carte” e il cambio di linea

È qui che si coglie la vera novità politica: solo ora il sindaco sembra prendere atto che  Meridionale Petroli non ha accompagnato il percorso con atti coerenti. Tantomeno sembra intenzionata a farlo.  Un atteggiamento che, nella sostanza, viene descritto come un continuo spostamento di posizione: apertura formale, ma nessun passo operativo. Disponibilità dichiarata, ma nessuna decisione concreta. Insomma una presa in giro. In altre parole, un “gioco delle tre carte” che ha rallentato il processo e che oggi l’amministrazione non sembra più disposta ad accettare.

Richiesta chiara: “Al tavolo venga Ammaturo”

Da qui la linea netta annunciata dal sindaco per i prossimi incontri con Regione, Ministero e Autorità portuale: al tavolo dovrà esserci direttamente Donato Ammaturo, vertice della Meridionale Petroli. Non più interlocuzioni indirette o tecniche. Serve chi decide. Serve una posizione ufficiale, chiara, definitiva. Un passaggio che segna un salto politico: Romeo alza il livello dello scontro e chiama l’azienda a una responsabilità diretta.

Nessuna richiesta all’Arsae

C’è poi un elemento che, più di tutti, smonta il quadro fin qui delineato: la Meridionale Petroli, ad oggi, non ha ancora presentato alcuna richiesta formale all’ARSAE per ottenere l’area dove trasferire i depositi. Un fatto che cambia la prospettiva. Perché senza questo passaggio, ogni discorso sulla delocalizzazione resta fermo alle intenzioni. E per il sindaco diventa il punto dirimente: non si può parlare di ostacoli o mancanza di condizioni se non si avviano neppure le procedure necessarie.

Commissione speciale e fase nuova

Nel dibattito entra anche la richiesta di una commissione speciale avanzata dalle opposizioni. Il sindaco non la esclude, ma lascia intendere che la vera partita ormai si gioca fuori dall’aula, su un piano istituzionale più alto. Quello che conta, adesso, è capire se esiste davvero la volontà di andare fino in fondo. Il Consiglio comunale segna dunque un passaggio chiave. Le opposizioni incalzano sui fatti e sulle mancanze, il sindaco difende il percorso ma al tempo stesso cambia tono e strategia. E mette sul tavolo due condizioni che suonano come un ultimatum politico: presenza dei vertici aziendali e atti concreti, a partire dalla richiesta dell’area. Perché, dopo mesi di annunci e interlocuzioni, il tempo delle ambiguità sembra finito. E la partita sulla Meridionale Petroli entra nella sua fase più delicata.

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