Operazione “Teorema”, il Riesame conferma: Fabio Manica resta in carcere

I giudici confermano l'impianto accusatorio della Procura sulla presunta corruzione alla Provincia di Crotone. Restano in vigore tutte le misure cautelari per l'ex vicepresidente e gli altri indagati

Il Tribunale del Riesame ha rigettato i ricorsi presentati dalle difese nell’ambito dell’operazione Teorema sulla presunta corruzione negli appalti dell’ente intermedio, confermando interamente l’impianto accusatorio e le misure cautelari originariamente emesse dal gip.

Resta in carcere Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia di Crotone, ritenuto dagli investigatori la figura centrale e di vertice del presunto sodalizio criminale.

Oltre a lui, la misura detentiva confermata per Giacomo Combariati. La decisione dei giudici mantiene inalterate la posizioni anche di dell’avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, che dovrà continuare a rispettare la misura che lo obbliga a restare fuori dal territorio provinciale.

L’intera vicenda giudiziaria, che conta 19 indagati, ruota attorno a una complessa indagine della Guardia di finanza di Crotone su un presunto giro di corruzione e turbativa d’asta volto a piegare le funzioni pubbliche a interessi privati. Al centro dell’indagine figurano alcuni appalti gestiti dall’Amministrazione provinciale, per la manutenzione e la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica. Secondo la ricostruzione della Procura, le procedure per l’affidamento dei lavori pubblici sarebbero state sistematicamente pilotate al fine di favorire una rete specifica di imprenditori e professionisti locali in cambio di favori e utilità illecite.

Le misure cautelari sono state emesse sul presupposto del rischio di inquinamento delle prove dal momento che è stata ritenuta concreta la possibilità che gli indagati, sfruttando la loro influenza sugli uffici amministrativi dell’ente, potessero in qualche modo alterare la documentazione contabile o arrivare a condizionare testimoni chiave. I giudici del Riesame si sono presi 45 giorni di tempo per depositare le motivazioni della decisione. Solo dopo i difensori potranno decidere se rivolgersi alla Corte di Cassazione. (Ansa)

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