Spari contro cinque aziende e aggressione a un dirigente comunale: scatta il piano sicurezza

Vertice in Prefettura alla presenza di tutte le forze dell'ordine: rafforzati i controlli dopo intimidazioni e violenze. Cresce l’allarme per l'ordine pubblico nel capoluogo

Prima l’aggressione al dirigente comunale Andrea Nocita, poi gli spari a colpi di fucile contro alcune aziende. Due episodi distinti, ma un unico clima che preoccupa e alza il livello di allerta sul fronte dell’ordine pubblico. La risposta delle istituzioni a Vibo Valentia è arrivata nelle ultime ore, con la convocazione in Prefettura del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nel mirino, ancora una volta, il tessuto economico locale. Cinque attività colpite in sequenza nell’area industriale: un’azione tutt’altro che casuale, che gli investigatori leggono come un segnale preciso. Colpi di fucile, obiettivi ravvicinati, tempistica serrata. Un salto evidente nel livello delle intimidazioni. Nel frattempo, l’aggressione al dirigente Andrea Nocita aggiunge un ulteriore elemento di tensione. Un episodio grave che sposta il baricentro anche sul fronte istituzionale, colpendo direttamente chi opera all’interno della macchina amministrativa.

Rafforzati controlli e vigilanza

Il prefetto Anna Aurora Colosimo ha disposto un’immediata intensificazione dei servizi di controllo sul territorio. Le forze di polizia opereranno con maggiore presenza nelle aree considerate sensibili, a partire proprio dalla zona industriale. L’obiettivo è garantire una risposta rapida e visibile. Durante la riunione è stata condotta un’analisi approfondita degli ultimi eventi. La linea è chiara: presidio costante, coordinamento stretto tra le forze dell’ordine e monitoraggio continuo della situazione.

Un territorio sotto pressione

Il punto, però, resta la percezione crescente di insicurezza. Gli imprenditori avvertono il peso di un’escalation che non può essere derubricata a episodi isolati. La sequenza degli attacchi e le loro modalità raccontano altro: organizzazione, metodo, volontà di intimidire. Le istituzioni parlano di attenzione alta e interventi mirati. Ma il segnale che arriva dal territorio è netto: serve una presenza ancora più forte, concreta, quotidiana. Perché quando si passa dalle minacce agli spari e si colpiscono anche figure pubbliche, il rischio non è solo criminale. È sistemico e riguarda la tenuta stessa della sicurezza urbana.

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