Processo “Revolvo”, chieste nove condanne: la Dda invoca pene fino a 10 anni

La Procura antimafia ribadisce il quadro accusatorio sull’inchiesta della Guardia di Finanza: sotto accusa presunte infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici del Comune

Si chiude con una richiesta di condanne pesanti la requisitoria del pubblico ministero Sara Amerio nel processo “Revolvo”, l’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dalla Guardia di Finanza su un presunto sistema di infiltrazioni dell’imprenditoria mafiosa negli appalti pubblici indetti da Palazzo San Giorgio. Davanti al Giudice dell’udienza preliminare, la Procura ha ribadito integralmente il quadro accusatorio, chiedendo la condanna di tutti e nove gli imputati coinvolti nel procedimento.

Le richieste della Procura

Nel dettaglio, la Dda ha invocato 9 anni e 4 mesi di reclusione per Serena Assumma; 6 anni e 8 mesi per Antonio Mazzone; stessa pena richiesta per Surinder Singh; 10 anni e 8 mesi per Francesco Gironda; 8 anni per Filippo Gironda; 6 anni e 8 mesi per Giovanni Gironda; 6 anni e 8 mesi anche per Vincenzo Cuzzola; 4 anni e 8 mesi per Giancarlo Cutrupi; infine 7 anni e 4 mesi per Alfredo Maria Maesano.

Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura antimafia, gli imputati avrebbero avuto ruoli differenti all’interno di un sistema che avrebbe consentito interessi riconducibili alla criminalità organizzata di inserirsi nella gestione degli appalti pubblici.

Calendario delle difese

Dopo la lunga requisitoria del pubblico ministero, il procedimento entrerà ora nella fase dedicata alle arringhe difensive. Il Gup ha già fissato due udienze nel corso delle quali gli avvocati degli imputati proveranno a smontare il quadro accusatorio sostenuto dall’accusa. Il processo “Revolvo” resta uno dei filoni investigativi più delicati degli ultimi anni sul fronte dei rapporti tra imprenditoria e gestione degli appalti pubblici nel territorio reggino.

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